Un libro sull’alluvione del 1951

Il 71esimo anniversario dell’alluvione in Polesine sarà ricordato a Occhiobello con eventi culturali e commemorazioni. Lunedì 14 novembre alle 8.30 l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Coizzi, deporrà una corona al cippo del parco della rotta, luogo simbolo della tragedia avvenuta nel 1951, che comportò lo sfollamento di 200mila persone, ma anche una successiva ricostruzione improntata a una maggiore sicurezza idraulica.

Sempre il 14 novembre, alle 20.45, all’auditorium comunale di via Amendola a Santa Maria Maddalena, Antonella Bertoli, intervistata dal sindaco Sondra Coizzi, presenterà il suo ultimo libro “Lucia, Giacomo e il camion della morte, una storia da riscrivere”. Durante la serata saranno eseguiti intermezzi musicali a cura di Ennio Barnaba.

Sinossi del romanzo Lucia, Giacomo e il camion della morte, 14 novembre 1951: una storia da riscrivere.

Il libro racconta una storia vera che scaturisce in parte dai ricordi e dai racconti sulla grande alluvione che ha portato con sé lutti e disperazione, anche nella famiglia Bertoli-Girotto. Il volume intende ricostruire la vicenda di Giacomo Conti, che nella notte del 14 novembre del 1951 salì volontario per aiutare nella guida il “camion della morte” lasciando la vita nelle acque fangose e impetuose della rotta del Po. È anche una storia che in parte è stata ricostruita e ricucita da chi scrive per riempire i buchi lasciati dalla memoria, andando a ricercare le fonti storiche e documentaristiche di quell’infausto periodo. Sulla vicenda di Giacomo Conti non si è mai scritto, o se ne è scritto in modo confuso e menzognero: l’unica testimonianza resa a lui a quei tempi è una lapide che è sbiadita nel tempo e che è stata ricostruita grazie anche alla sensibilità del sindaco di Villadose. I libri e gli articoli che parlano di quei giorni disperati, descrivono episodi diversi con più versioni e molteplici ipotesi: di volta in volta l’autrice ha scelto quella che considerava più convincente e verosimile, e di ciò rende conto citando le fonti archivistiche e storiografiche.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI OCCHIOBELLO





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