Non si finisce mai di imparare con l’Università Popolare Santa Maria Maddalena

Auditorium gremito per la lezione inaugurale dell’anno accademico 2026/27 dell’Università Popolare Santa Maria Maddalena. “E’ un piacere vedere le associazioni locali, le istituzioni, gli iscritti che hanno rinnovato l’adesione ed i nuovi – afferma il presidente Gianni Cavaliere – Una presenza così nutrita ripaga dell’impegno profuso nella definizione del programma di questa sessione e della prossima. Siamo volontari a cui piace attivarci per il prossimo perchè vediamo la vostra soddisfazione”, il desiderio di assimilare nozioni nuove o di approfondire quelle già conosciute perchè, come ha sottolineato il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Occhiobello, prof. Lamberto Crulli “non si finisce mai di imparare”, ma soprattutto “apprendere è la cosa più bella al mondo” ed ha, quindi, invitato a non “smettere mai di farlo”. Ha ammesso di essere presente per “la prima volta ad un’iniziativa simile e di essere molto curioso”. Il suo auspicio è di poter tornare in altri incontri, compatibile con i tempi del suo lavoro che, comunque, non gli ha negato la possibilità di seguire le vicende sociali, culturali dei territori ed apprezzare e riconoscere la bontà dell’operato delle associazioni. Aspetto che è stato rimarcato anche dall’assessore alle Politiche educative, alla Scuola, alla Cultura, agli Eventi Marika Di Stasio che, poi, s’è soffermata sull’Auser. “Non è solo formazione, ma anche svago, socializzazione, confronto. E’ un grandissimo valore aggiunto per il nostro paese. Ai cittadini propone sempre un programma tanto ricco”, variegato “per tenere sempre attiva la nostra mente, per non arenarci ed essere tristi – evidenzia il vice presidente dell’Auser provinciale Ornella Astolfi – Ci saranno diversi temi legati al nostro tempo. Lezioni che consentiranno di comprendere meglio quanto sta accadendo nel mondo (la guerra in Iran, Hormuz nell’ambito d’una panoramica sugli stretti marittimi, San Francesco)”, ma anche argomenti leggeri come la storia del Festival di Sanremo che è stata illustrata da Antonella Bertoli con l’ausilio di Ivan Dall’Ara. Sono state intonate canzoni simbolo della rassegna ligure e della tradizione italiana. Una nazione florida di artisti e, soprattutto, di generi che appassionano trasversalmente tutte le generazioni. E’ stato un “tuffo nel passato, nei bei tempi andati” per i presenti che fruiscono dei servizi di questa realtà che, come le altre, per “essere trasparente deve rispettare una serie di regole” fissate dallo Stato per mantenere il terzo settore pulito, nel pieno spirito del “volontariato che non è un lavoro”, ma un “impegno spassionato per il prossimo” che ripaga con immagini come quella odierna dell’Auditorium gremito.

ALCUNE FOTO DELLA LEZIONE SULLA PAGINA FACEBOOK UFFICIALE “RISONANZE MEDIATICHE”

DETTAGLI SUL PROGRAMMA DELLA PRIMA SESSIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2026/27 NEL NOSTRO ARTICOLO DI AGOSTO.





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