Interessante focus sulla riforma del 3° settore

Le associazioni sono la forza motrice della società, creano coesione sociale, sono molto attive, da ammirare per l’impegno fattivo”, ma alcune volte sono carenti nella burocrazia, non hanno una piena conoscenza del diritto che le riguarda “tutelando la libertà, non limitandola, comprimendola”. L’inosservanza, totale o parziale, della normativa ha determinato per certe “conti salati, conseguenze per il presidente e gli altri membri del consiglio direttivo”. Sono emersi tanti casi in Italia ed anche nel Polesine e, quindi, per evitare che si ripetano Paolo Urru, presidente della Pro Loco Occhiobello Santa Maria Maddalena APS, su proposta del socio Roberto Budri e con il patrocinio del Comune di Occhiobello, ha organizzato un convegno per “illustrare in maniera pratica le regole giuridiche per essere trasparenti, coerenti con la legge” alla luce delle “importanti modifiche al sistema” che sono state apportate e delle “altre novità che arriveranno, forse, già dal 2025” ed alcune sono ancora da chiarire.

Ad esporle la dottoressa Luisa Angela Vallese (commercialista, esperta della gestione della contabilità di enti no profit) che, in primis, ha precisato che la “riforma non è stata completata, ma molti punti sono già in atto” e la conoscenza è fondamentale. Il nuovo codice in materia, il CTS, “disciplina gli aspetti civilistici, contabili e fiscali”, e “l’unico registro, il RUNTS”, dà alle iscritte il titolo di ETS (Enti del Terzo Settore) che “garantisce agevolazioni fiscali, la possibilità di fruire del 5×1000 della dichiarazione dei redditi dei contribuenti, di partecipare a bandi, di avere rapporti con la pubblica amministrazione, di avere un’autonomia patrimoniale perfetta”, cioè, di “rispondere solo con il capitale sociale, non con quello dei singoli membri”.

Questi sono alcuni dei vantaggi di cui possono godere operando “in maniera professionale, attenta, come fossero un’azienda” ha rimarcato il dottor Riccardo Borgato (presidente dell’ODCEC di Rovigo) sottolineando che è “finita l’era della sottovalutazione dell’impegno e del rischio. Occorre una maggior sensibilità operativa anche da parte dei consulenti per un settore in continua evoluzione” ed in cui “occorre aggiornarsi” sempre per essere di supporto e non far incorrere in mancanze. Le più comuni, ha evidenziato Vallese, sono il “mancato rispetto degli obblighi statutari (documento fondamentale, da non perdere, leggere con attenzione, deve essere noto a tutti i soci), la scarsa partecipazione degli iscritti, il godimento di agevolazioni fiscali senza averne diritto, scritture contabili non corrette” e, poi, quando si è sottoposti a controlli non è facile “dimostrare la bontà del proprio operato”. Con l’ausilio di slides sono state presentate le “attività istituzionali, le accessorie, le commerciali e le decommercializzate”. E’ il capitolo che ha più interessato i presenti nell’auditorium di via Amendola (tra cui il presidente provinciale dell’Unpli Gianni Ghisellini, i rappresentanti delle Pro Loco di Canaro, Trecenta, Stienta, Frassinelle, Castelnuovo Bariano) dato che sono le azioni più rischiose come emerso rievocando episodi negativi locali e nazionali che sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza che, “ogni anno effettua controlli programmati, in base ad imput, segnalazioni di operazioni sospette” anche sulle realtà del 3° settore ed in itinere “possono emergere elementi che inducono ad ulteriori verifiche” dalle quali possono scaturire pure “conseguenze di carattere penale” oltre che “sanzioni pecuniarie importanti”. Il Comandante della Tenenza di Occhiobello Leonardo D’Avolio ha spiegato che le loro indagini iniziano con la “lettura degli statuti e, poi, dal controllo dell’attività principale o esclusiva svolta. Le banche dati e la conoscenza del territorio aiutano nelle inchieste che sono curate da una prospettiva diversa rispetto all’Agenzia delle Entrate”. Ha ribadito che “la normativa c’è, chiara, precisa e va interpretata in maniera corretta” perché ormai tutto si scopre, nulla resta celato sia nei piccoli paesi sia nei grandi ed i social sono un mezzo di promozione, ma anche un ulteriore faro sempre acceso dalle autorità vigilanti, quindi, vanno usati con oculatezza.

Tante parole che hanno ampliato il bagaglio formativo degli uditori che ora sono più consapevoli nel loro “impegno per il bene di una comunità” sottolineato dal sindaco di Occhiobello Irene Bononi. “Forniscono quel qualcosa in più, che manca al territorio proponendo iniziative di vario genere, servizi utili al prossimo, operando in sinergia tra loro e con l’ente locale che è disponibile a collaborare” per la crescita della società di cui le associazioni sono la forza motrice.





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