“Vite di confine” è l’ultimo libro di Toni Capuozzo, giornalista (ex Mediaset), inviato nei principali teatri di conflitti, guerre civili, tensioni (Afghanistan, Iraq, Medio Oriente, Balcani, San Salvador, America Latina, G8 a Genova). Per “passione e per lavoro ha seguito” questi fatti ed ora “racconta storie per descrivere cos’è una guerra dato che molti di noi non l’abbiamo vissuta direttamente” e, quindi, non sappiamo cosa significhi, le conseguenze umane, sociali, economiche. “Prima di una tregua, di un armistizio sono sempre i momenti peggiori perché ogni contendente cerca di guadagnare territori prima della cristallizzazione” del contesto che può essere particolare come nel caso di Gorizia e Nova Gorica. Un’area che era un unico comune esistente prima della fine del secondo conflitto mondiale dopo il quale fu “creato il confine tra l’Italia e la Jugoslavia che rappresentavano due mondi opposti, l’Occidente e l’Oriente, la democrazia ed il socialismo. Una linea che divise proprietà, famiglie ed è stato, per anni, armato, teatro di tragedie ed oggi è il più aperto al mondo tant’è che le due entità saranno insieme capitale europea della cultura 2025”. Per il reporter, “dopo una vita in giro per il mondo è stato un viaggio nelle sue zone dato che la madre è triestina, i genitori erano profughi di quella città” che, come altre località della zona, fu teatro “di una resistenza particolarmente dura, di contrapposizioni interne, di un dopo guerra lento”, diverso perché legami forti sono stati ostacolati dalla “politica internazionale” e dalla natura variegata della Jugoslavia che, dopo “la morte di Tito era difficile da tenere insieme e con la caduta del muro di Berlino (non per un attacco ma perché da questa parte si viveva con più libertà, è stata una vittoria culturale, morale, antropologica) s’è disgregata” con la nascita della Slovenia, della Croazia, della Serbia, del Montenegro e del Kosovo. Fu una spaccatura dolorosa che il giornalista ha narrato. La sua lunga carriera e grande competenza gli consente di approfondire anche tematiche odierne (il conflitto tra Russia e Ucraina, la personalità di Trump, il riarmo europee, le scelte del Vecchio continente), le caratteristiche dell’informazione ed il ruolo del reporter. Lo ha fatto nel teatro don Gino Tosi di Santa Maria Maddalena durante una piacevole, formativa serata (inserita nella rassegna “Parole d’Autore Polesine 2025”, promossa dalla Provincia di Rovigo con la Fondazione Aida), moderata dal direttore de “La Voce di Rovigo” Alberto Garbellini. Erano presenti numerosi cittadini, il sindaco Irene Bononi e dell’assessore alla cultura ed agli Eventi Marica Di Stasio (accompagnati dall’assessore alla salute Francesco Pellegrini ed il consigliere delegato ai rapporti tra le associazioni Matteo Zanella) che hanno sottolineato la “vicinanza” tra Gorizia, Nova Gorica ed Occhiobello che è sul confine tra due province ed altrettante regioni. Una posizione particolare, penalizzante nella recente pandemia di Covid 19, ma positiva in altre. La serena partecipazione di tutti è stata garantita dai volontari delle associazioni Occhio Civico e Barbara Soccorso




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