L’importanza culturale e sociale dell’Universita’ Popolare

L’Università Popolare Dante Alighieri Santa Maria Maddalena APS–ETS è un presidio culturale e sociale molto importante per i cittadini del comune di Occhiobello e non solo. Attiva dal 1992 come realtà locale (affiliata alla rete AUSER), senza scopo di lucro, persegue “finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Propone incontri culturali pensati per favorire amicizia, partecipazione e benessere”. Si tengono di pomeriggio (dalle ore 15.30 alle 17, il lunedì ed il giovedì nell’auditorium di via Amendola) con docenti esperti negli specifici ambiti. Nel corso dell’anno accademico (da ottobre a maggio), solitamente, spaziano dalle tradizionali storia, geografia, scienze alla storia dell’arte, alla filosofia, alla musica, alla medicina, alla psicologia, alla biologia, alla nutrizione, ma c’è pure attenzione all’attualità con focus su argomenti (antisemitismo, violenza di genere) o su rilevanti anniversari (gli 80 anni della Repubblica italiana, il centenario della morte di Puccini). Il programma è sempre vario, interessante, pensato per soddisfare tante curiosità rendendo le lezioni piacevoli, formative e leggere al tempo stesso. Ci sono, inoltre, incontri con autori, “uscite e visite culturali” che sono anche occasioni di maggiore svago, convivialità. Numerose informazioni sui corsi svolti nel 2025/26 sono state fornite dai volontari e dal presidente Gianni Cavalieri sabato 18 e venerdì 24 luglio nello stand allestito durante la Fiera di Santa Maria Maddalena (promossa dalla Pro Loco Occhiobello Santa Maria Maddalena APS). “Una presenza molto gratificante”, apprezzata dai residenti e non solo, utile anche per promuovere le iniziative del prossimo anno. Per chi volesse approfondire può scrivere a unipop.smm@gmail.com o telefonare al 347 7924014 – 334 6900124 oppure recarsi nell’area sportiva di via King domenica 13 settembre quando in occasione della Festa dello sport e delle associazioni i volontari saranno presenti e lieti di dare tutte le indicazioni a quanti volessero aderire a questa realtà, vivendo una bell’esperienza per la quale non ci sono limiti d’età, non è necessario sostenere alcun “esame, nessuna preparazione richiesta, solo il piacere di conoscere”.

L’anno accademico 2026/2027 si dividerà, come tradizione, in due sessioni. La prima (con diverse date già fissate) inizierà giovedì 1 ° ottobre con una lezione, curata da Antonella Bertoli e Ivan Dallara, sulla storia del Festival di Sanremo, “cuore pulsante della musica italiana”.

Il mese proseguirà con il professor Maurizio Villani che relazionerà su “Finito e infinito, idealismo tedesco” (il 5 ottobre) e, poi, un proporrà approfondito focus su “Positivismo e marxismo” (il 12, il 19 ed il 26 ottobre) che rientra nel progetto di “filosofia e società” sui secoli del passato. Prosegue l’excursus dopo aver trattato il 1400, il 1500, il 1600 ed il 1700. In primavera ci sarà l’appuntamento con la musica del 1800.

Il 9 novembre sarà dato spazio alla geografia politica con “l’importanza degli stretti marittimi, Suez, Panama, Ormuz”, con la professoressa Antinea Uccellatori.

Si resta in ambito asiatico con le lezioni del 16 e del 23 novembre sulla Persia (dalle prime dinastie alla formazione dell’Impero) tenute dal docente Diego Cavallina. Temi attinenti con la drammatica quotidianità del conflitto tra Iran, Israele e USA.

Il 3 ottobre 2026 saranno 800 anni dalla morte di San Francesco che è il padre della lingua italiana. In vista di quest’importante anniversario è stato pianificato un percorso sulla storia di quest’idioma curato dalla professoressa Sondra Coizzi che, nella prima data (in fase di definizione) si concentrerà sul 1200 e sul 1300.

Gran finale di sessione il 10 dicembre con Athos Stromboni che spiegherà alcune opere classiche. Sarà anche l’occasione per lo scambio d’auguri natalizi.

Sono previste pure 2 visite guidate. Il 29 ottobre al Palazzo Diamanti (a Ferrara) per la mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky”

Si tornerà nella città emiliana il 3 dicembre per visitare “Casa Marfisa” (in corso Giovecca), la residenza dell’unica esponente di questa famiglia che rifiutò di trasferirsi a Modena con la devoluzione del ducato allo stato della Chiesa (1598).

Gli appuntamenti della seconda sessione sono in via di definizione.





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