NATO

Inaugurazione del JF Command di Lago Patria

Le citazioni hanno caratterizzato la cerimonia d’inaugurazione del nuovo JFC Command di Lago Patria. Canzoni, detti popolari e versi di Dante sono stati rimembrati dalle autorità militari e di Governo intervenuti alla manifestazione, svoltasi nel cortile interno dell’edificio principale, che è stata, invece, disertata da rappresentanti della Regione, della Provincia e del comune di Giugliano. “Il segreto di compiere le cose è agire, farlo con successo” diceva il sommo poeta. “Ed è quello che succederà in questa base che rientra nella riorganizzazione della Nato che dagli 11 quartier generali attuali, ne avrà presto 6 con una riduzione di personale da 13mila a 8mila unità – annuncia l’ammiraglio James G Stavridis (Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa e del Comando Usa nel vecchio continente) – Ciò è possibile grazie a questo tipo di installazioni, alle sue innovazioni, alla determinazione dei dipendenti. Sono molto fiducioso della direzione che intraprendiamo da oggi. Devo ammettere d’essere anche un po’ invidioso perché il più vecchio comando è a Bruxelles, ma questo è molto bello. In Italia usate l’espressione “Chi ben comincia è a metà dell’opera” e voi avete iniziato a seguirlo, non resta che continuare”. Ha poi ricordato alcuni dei personaggi illustri nati o protagonisti in queste zone. Da Augusto che ha combattuto contro Cartagine e gli elefanti di Annibale, ad un aviatore nato a Caserta. “Loro erano degli innovatori e questo è lo spirito del comando partenopeo ed in un secolo di grande modernità è molto importante – sottolinea – In questa circostanza voglio compiere un piccolo salto indietro nel tempo per ricordare il lavoro svolto da questo comando durante l’operazione in Libia di un anno fa. Napoli fu al centro d’un grande intervento: 8mila attacchi con armi di precisione per limitare i danni alla popolazione civile, 3mila intercettazioni marine. Numeri straordinari che hanno contribuito alla riuscita della missione affidataci dall’Onu”.

Per quell’operato sono state consegnate le onorificenze al Comando Marittimo di Napoli e di Taranto, a quello sommergibilistico di Poggiorenatico ed al JFC partenopeo. “Questo è il primo sito locale costruito specificamente per determinati scopi e progettato guardando anche al futuro – spiega l’ammiraglio Bruce W. Clingan (comandante Interforze per il Sud Europa) – Il proliferare di armi letali nelle mani di estremisti violenti in Medio Oriente, Africa ed altre zone della terra preannunciano nuove impegnative sfide per la Nato e per quest’installazione che è pronta a dirigere e controllare una vasta gamma di operazioni. Spero che le nostre capacità non siano mai necessarie, ma nell’eventualità siamo pronti a sostenere le responsabilità che ci saranno conferite”. Nel frattempo le delegazioni civili e militari, italiane ed estere, vigileranno sulla pace nel mondo. Molte erano presenti alla rassegna odierna che è stata allietata dalle note suonate dalla Banda musicale ufficiale. Tra queste l’immancabile inno della Nato e “Fratelli d’Italia”. A rappresentare lo stato ospitante, l’ammiraglio Gianpaolo De Paola (Ministro della Difesa) che ha esordito ricordando “O Sole mio”. La mancanza della stella più grande è stata mitigata dal calore delle tante persone presenti ad un evento che per lui “rappresenta l’ultimo passo di un percorso che ha seguito da anni seppur con incarichi diversi – ricorda – Oggi sono solo un testimone molto orgoglioso di una cerimonia che conferma il grande e concreto impegno di Napoli. Un progetto lungo che è sempre stato sostenuto, ma ne è valsa la pena. La nuova struttura permetterà di sfruttare meglio le capacità possedute in occasione delle attività che si svolgeranno. Da decenni l’Italia è impegnata, coinvolta nelle operazioni della Nato e sempre lo sarà. Quando sarà chiamata in causa risponderà presente e recentemente sono state varate delle riforme che consentono d’uniformarsi ulteriormente ai piani dell’Alleanza sempre nei limiti delle risorse disponibili”. Infine un invito al personale. “Voi contribuirete alla vittoria delle nuove sfide, ma dovete anche vivere, godervi Napoli e la sua gente che sono uniche, sono e saranno sempre accoglienti così come la comunità locale che, insieme, alle istituzioni contribuiranno al completamento dell’insediamento”.

 

Dal bianco al grigio. Questa la prima lampante differenza tra il vecchio ed il nuovo JFC Command partenopeo. La base Nato di Bagnoli si caratterizzava per questa colorazione chiara, luminosa delle pareti esterne degli edifici che, invece, a Lago Patria sono più scure, cupe. Diversa anche la distribuzione dei palazzi che sono in numero inferiore, ma con un maggiore sfruttamento dell’altezza sia in superficie sia in profondità. Ampia l’area riservata all’installazione militare che, però, al momento, è meno verde per la giovane età della vegetazione. Sarà moderna, funzionale, ma ad oggi appare abbastanza fredda, particolare, insolita. Varcato il main gate (anche questo differente dall’altro), su un lato c’è un ampio e lungo parcheggio che fronteggia un altro di minori dimensioni e lo stabile principale (Main Complex) con la forma di 3u ribaltate che, visto dall’esterno, sembra in alcuni punti una navicella spaziale, in altri la facciata del moderno Allianz Arena di Monaco di Baviera (ma il palazzo campano non si illumina). C’è chi ha notato una forte somiglianza con il commissariato di polizia di Scampia. A precederlo la classica sfilata delle bandiere dei paesi membri dell’Alleanza ed una fontana con una grande vasca. Sullo sfondo 3 grosse antenne per le comunicazioni radio che rappresentano il collegamento tra la nuova struttura e quella precedente già sita sul medesimo suolo. Non mancano i locali per il welfare, importanti nella concezione statunitense di un presidio militare. Una base immersa in uno scenario diverso, meno suggestivo. Aprendo le finestre non volgi lo sguardo a Nisida, Posillipo, ma alle campagne, a qualche casa e vicino l’ingresso principale c’è un piccolo parcheggio, una strada e l’ingresso della variante. Di sicuro gli studenti non verranno a manifestare la davanti non essendoci nei pressi una scuola (a Bagnoli c’era l’istituto Labriola), ma manca anche la comoda Metropolitana e la Cumana.

 

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