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Riappropriarsi del passato per capire il presente

Avanti ad un centinaio di persone, ieri sera, nella chiesa “Santa Maria Libera Nos a Scandalis” è stato presentato il libro scritto da Fabio Cutolo “Santa Maria Libera Nos a Scandalis – Mille anni tra storia e fede”. È un volume, come anticipa il giornalista Ciro Biondi (moderatore dell’evento), che racconta la storia della devozione per la Vergine Maria nella cittadina di Quarto. L’opera è stata fortemente voluto dall’attuale parroco della chiesa Don Antonio Petracca, autore della prefazione. “L’idea è nata per caso – racconta – Quando sono arrivato in questo paese tutti mi chiedevano del millenario della chiesa. Incontrai Cutolo, archivista in curia e gli chiesi informazioni in merito. Lui ha iniziato a cercare e tutto il materiale trovato è contenuto in questo volume con cui finalmente –continua il sacerdote – si fa chiarezza sulla storia di questo paese”. Il libro, infatti, oltre a trattare della chiesa, mette in evidenza la centralità della devozione popolare e la storia della comunità del paese flegreo. Il presidente della Proloco Quarto Flegreo – Santa Maria Lina Bancale ha sottolineato proprio il culto per la Madonna che è una tradizione come le altre che “l’associazione vuole riprodurre per riprendere le antiche radici di paese”.
Cutolo, nella sua attività di ricerca, ha ritrovato anche documenti inediti, come la copia del contratto di compravendita del terreno su cui è stata costruita la chiesa appartenente al 1013 e informazioni riguardanti il crollo delle mura alla fine del XIX secolo, quasi cancellato dagli storici. “Ho cominciato a conoscere questa chiesa e comunità a 10 anni, quando facevo il ministrante – rivela- Ho sentito spesso parlare del millenario, la curiosità e il mio lavoro mi hanno permesso di consultare i documenti che sono serviti a scrivere questo libro”. Le testimonianze cartacee sono state ritrovate con un duro lavoro di ricerca negli archivi storici diocesani di Pozzuoli e di Napoli e, sorprendentemente, anche in quello di Stato. “Sembrava una ricerca infinita, i fascicoli venivano trovati uno dietro l’altro, dopo un triennio finire il lavoro è stato soddisfacente”. L’ultimo intervento è toccato al Monsignor Luigi Longobardo, vicario episcopale per la cultura che ha sottolineato quanto il libro aiuti a riappropriarsi del passato per capire il presente e spiegato il capitolo VI del libro, quello dedicato al culto mariano.

 





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