Sarà un 2024 di fuoco

Il calendario del 2024 prevede le Olimpiadi di Parigi, gli europei di calcio in Germania, il G7 in Puglia, le elezioni europee (dal 6 al 9 giugno), le regionali (in Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna, Umbria) e le amministrative (in oltre 3700 comuni). Su queste ultime, ad oggi, non si ha certezza sulla data (probabile l’accorpamento con le prime).

Sicuramente le urne saranno aperte ad Occhiobello per la naturale scadenza del mandato di quest’amministrazione. Le grandi manovre per la composizione delle liste sono iniziate da tempo, le voci si rincorrono, l’attivismo su facebook è aumentato così come il presenzialismo alle iniziative pubbliche e nei locali.

Poco mi è sfuggito anche se tanto meno è stato riportato su questa testata giornalistica perché ritenuto non necessario ad offrire un’informazione utile alla popolazione che sarà chiamata a scegliere, in piena libertà, autonomia, sulla base dei programmi ufficiali (non ancora depositati).

In queste settimane, compatibile con gli altri miei impegni, sto divulgando (anche tramite la pagina facebook ufficiale) le manifestazioni sociali, culturali, sportive, istituzionali ritenute più interessanti, particolari tenendomi distante dai risvolti politici anche se il regime di “par condicio” scatterà solo 46 giorni prima del voto. Per mia precisa scelta ho sempre operato così e non intendo assolutamente cambiare ora, alla vigilia della mia terza campagna elettorale da giornalista, nessuna da attivista.

La prima fu nel 2015 a Quarto Flegreo (in origine erano annunciati 7 candidati sindaci, poi 3 furono esclusi per irregolarità burocratiche. Gli altri si sfidarono senza esclusione di colpi sino al ballottaggio, necessario nei comuni con più di 15000 abitanti), la seconda fu nel 2019 qui (forse, diversi non lo ricordano essendo arrivato da appena 6 mesi), la terza sarà affrontata con una maggiore conoscenza del territorio, delle persone, delle dinamiche e con uno schema già predefinito.

Nulla è lasciato al caso ed anticiparsi è fondamentale. Non ci sarà pubblicità a pagamento per nessuno (e neppure collaborazioni) perché preferisco essere libero, indipendente, senza padrini e padroni (l’editore è campano). Sarà garantita un’informazione chiara, semplice, super parters, lineare, utile alla collettività che è il giudice principale dell’operato dei reporter. Sarà una comunicazione ampia, dettagliata, non totale perché impossibile con gli altri miei impegni, ma con possibili sorprese che saranno svelate in itinere. Un pizzico di pathos non guasta.

Ho fondati sospetti che ci sarà maggiore attenzione sul mio operato (timidi segnali già in questo frangente) e di ciò sono contento, lusingato. Significa che, in questo lustro (dal novembre 2018), anche se a ritmo abbastanza ridotto rispetto al passato flegreo, ho operato bene. Avrò quella pressione che mi carica, stimola, stuzzica, non impensierisce, preoccupa assolutamente. Ben 19 anni d’esperienza giornalistica (scrivo dall’ottobre 2004) sono un bagaglio importante, soprattutto perché accumulato in un contesto sociale e, soprattutto, politico profondamente diverso, dove la malignità, la malizia, la furbizia, l’allusività, la scaltrezza vanno di pari passo con la competenza, la padronanza, la capacità. Qualità ed atteggiamenti che sono ben impressi nella mia mente ed utili a prevedere le mosse altrui in un 2024 che si preannuncia di fuoco.





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