Matteotti, un bel musical per un grande uomo

Una serata per riflettere approfondendo la storia di un grande uomo. Giacomo Matteotti è stato un sindacalista, un amministratore locale infaticabile (sindaco in più comuni, consigliere provinciale), un parlamentare che ha dato la sua vita per il prossimo perché amava profondamente l’Italia (era consapevole che stava diventando importante), ha rifiutato le promesse di una finta rivoluzione, era tanto preparato (pur essendo giovane), molto sensibile alla povertà dilagante nel suo Polesine (vi era nato, ma la famiglia era originaria di Pejo in Trentino) ed in altre zone dello stivale che ha combattuto con tutte le sue forze così come si espose in maniera forte, decisa contro la partecipazione alla prima guerra mondiale (subendo la censura, una denuncia prefettizia ed il richiamo alle armi pur avendo condizioni fisiche precarie che non erano compatibili con l’attività militare) e contro il fascismo, le violenze compiute con la complicità del governo, la validità delle elezioni politiche del 6 aprile 2024 stravinte dal partito di Mussolini. Dopo le accuse dirette, chiare, esplicite pronunciate alla Camera dei Deputati (il 30 maggio 1924) invitò gli amici a prepararsi per l’elogio funebre. Il 10 giugno fu rapito sul lungo Tevere e, poi, torturato, massacrato, con il cadavere fu ritrovato soltanto il 15 agosto e, pochi giorni dopo, riportato nella sua Fratta Polesine dove fu omaggiato dai residenti e non solo. Un uomo appassionato, dall’oratoria incalzante, incisiva, senza fronzoli, ostinato nella difesa dei suoi valori ed ideali che, prima di spirare, chiarì che non sarebbero morti con lui ed, infatti, sono integrati nella Costituzione della Repubblica (scritta nel 1946) e sono tuttora di grande attualità. La sua intensa, frenetica attività (incurante delle conseguenze personali) così come il rapporto con la moglie sono stati splendidamente raccontati nel recital di e con Achille Ferrari (con Marisa Migliari e Paolo Zaffoni, con la regia di Giorgio Libanore) proposto al Teatro don Gino Tosi di Occhiobello, dal gruppo Teatro Collettivo di Arquà Polesine su invito dei Circoli PD Sinistra Po Alto Polesine, ANPI Provinciale e Comitato Provinciale Matteotti di cui il Comune di Occhiobello fa parte. Una rappresentazione, emozionante in cui i documenti originali declamati, l’espressività degli attori, le musiche di sottofondo, le canzoni popolari intonate hanno tenuto desta l’attenzione degli spettatori in ogni istante, con diversi sentiti applausi dispensati per la loro bravura e per i concetti proposti ricordando una dolorosa pagina di storia che i giovanissimi devono conoscere. Oggi ufficialmente il fascismo non c’è più, ma bisogna rimanere sempre vigili, avere il coraggio di esprimere la propria opinione, combattere l’egoismo umano che può determinare situazioni brutte, non deve avere rappresentanza politica. Un messaggio applaudito, quindi, condiviso dai rappresentanti delle due liste civiche impegnate nella campagna elettorale locale e presenti con i leader, Sondra Coizzi (attuale sindaco) e Irene Bononi ed alcuni aspiranti consiglieri.





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