DON VITTORIO

Il saluto di Don Vittorio Zeccone

La notizia dell’addio di don Vittorio Zeccone ha caratterizzato le prime settimane di vita di questo sito che ha avuto diverse “soffiate”, anticipazioni che, poi, si sono rivelate corrette. Domenica 14 ottobre il sacerdote  annunciò il suo abbandono durante una santa Messa.

“La storia continua” perché Dio apre continuamente alle meraviglie coloro che vogliono seguirlo. E’ il tema della Celebrazione Eucaristica con cui don Vittorio Zeccone ha salutato ufficialmente la comunità di fedeli della Parrocchia Santa Maria Libera nos a Scandalis. Chiesa gremita in ogni ordine di posti di giovani e non solo assiepati in ogni angolo utile per partecipare ad una Santa Messa intensa, emozionante animata dai canti dei giovani dell’associazione San Mattia Onlus. “Una cerimonia che è un’esperienza unica nel suo genere – spiega il parroco – A qualcuno fa storcere il naso, ma a noi non interessa. Il Signore vuole chiamare tutti, compreso i giovani e noi siamo qua con il cuore pieno di gioia perché Lui ci ha chiamato. Per questo siamo stati creati, per sapere che con Dio riscopriremo il vero senso della vita, al centro della nostra mente metteremo le cose realmente importanti eliminando quelle inutili”. E’ solo uno dei tanti messaggi che il prelato ha rivolto ai ragazzi. Li ha invitati “a cercare la sapienza che non è l’esperienza, la conoscenza, non dipende dall’uomo, ma dal Signore. Noi prepariamo il cuore ad accoglierla. Dobbiamo saper leggere la Sua presenza in qualunque cosa accada. Chi crede ha una speranza, un progetto non solo terreno”. Li ha, poi, esortati “a mirare a trasformare la società, a puntare in alto, a desiderare l’ottimo, a non accontentarsi mai come si faceva a scuola quando un sei in pagella era giudicato molto positivo. Dovete fare la vostra parte senza arrendervi mai”. Questo sacerdote non lo ha mai fatto. Ha sempre dimostrato grande forza, coraggio, tenacia e questi poco più di tre anni sono bastati per darne una chiara dimostrazione. “Questa sera saluto la comunità di Quarto Flegreo, ma Dio mi ha destinato ad altra sede perché Lui è ovunque – dice durante l’omelia – Sa come far lavorare me e qualunque altro presbitero. Lui non riposa mai. Dove mi chiamerà a servirlo, onorarlo io andrò. Con i giovani ci incontreremo comunque”.

Da venerdì a sabato prossimo a Paestum ci saranno le giornate di condivisione “Dio dona ricchezza”. Domenica 28 presiederà la Celebrazione Eucaristica all’Istituto Damon dei Camaldoli. Non sarà, però, più nella Parrocchia Santa Maria Libera nos a Scandalis i cui fedeli ha ringraziato con poche righe in cui ha ripercorso le linee guida del suo operato. “Carissimi, ringrazio Dio Trinità per questi tre anni intensi. Non è questione di tempo, ma di qualità. Ho continuato a sviluppare l’importanza della preghiera. Quando arrivai qualcuno disse che questa Chiesa era un nido di vespe, invece, è un giardino di fiori con qualche ape. E’ diventato un cenacolo costante di preghiera. Ho rinnovato l’amore per i giovani. Da sempre ho avuto la grazia di saper avvicinare ed accompagnare tantissimi ragazzi. Un impegno che non è nato e non finirà in questa città. Servono giovani, maturi, forti, cristiani. Tutti dobbiamo darci da fare. La via Crucis vivente ha raccolto migliaia di persone. Poi ci sono state la catechesi dei giovani e le serate di evangelizzazione che hanno aiutato a riscoprire il Signore. Ho aiutato coloro che sono lontani dalla fede. Perché non fare qualcosa in più per loro, per gli indifferenti. Ho cercato di scuotere coloro che si sono allontanati. E’ stato bello vedere tanti che hanno riscoperto il gusto della Santa Messa. E’ stato bello vedere, in estate, la piazza stracolma. E’ stata la più grande cattedrale naturale. Infine c’è stato l’impegno nel sociale. Che Chiesa sarebbe se non fosse attenta alla realtà quotidiana per stimolare al bene comune. Per questo ho varato lo sportello per la legalità partecipando in prima persona ad alcuni incontri e sarò nuovamente qui per un evento con magistrati ed altre personalità previsto per il 9 novembre prossimo. Ho contribuito alla rinascita del calcio locale con l’associazione per la legalità. Nonostante ciò si parla ancora poco di camorra. Un impegno che fa rima con amore per il popolo. Anche il Millenario è un’occasione per riaccendere la speranza, la capacità di impegnarsi per il bene comune. E’ un’occasione per tutti”. Impossibile non spiegare il perché di questo addio. “Da tempo avevo chiesto ai superiori di potermi dedicare in maniera completa ai giovani ed a quelli che non seguono Dio. A tanti manca una speranza forte nel loro cuore. Ragioni che mi bruciano dentro. Negli ultimi due anni ho chiesto aiuto, ma non l’ho mai avuto. Ho, anche, avuto un confronto con i superiori, ma sempre nulla”. Quindi, la scelta di lasciare l’incarico affidando al successore una Chiesa sana, rivalutata. “Ad un parroco spetta rendere conto anche dell’ambito materiale, economico. Annuncio che siamo a buon punto per avere i permessi della Sovraintendenza per i lavori di riqualificazione per l’esterno della struttura e per il campanile. I fondi necessari sono stati già messi da parte. Le basi economiche sono solide anche per il futuro. In termini strettamente di cifre lascio un budget 6,5 volte superiore a quello che ho trovato”. Un prolungato e sentito applauso s’è levato dalla platea che s’è ripetuta al termine del coro gioviale di addio.

 

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