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Don Genny: “Attenzione al falso prete”

L’argomento è forte, ampio, complesso in quanto prevede una grande competenza nell’ambito cattolico e dell’ordinamento giuridico della Chiesa, ma la notizia va riportata in maniera semplice, chiara. Questa mattina, durante la Santa Messa delle ore 10, don Genny Guardascione ha esortato i fedeli a stare attenti ad un “falso prete” presente sul territorio di Quarto. Si tratta di un uomo che impartisce benedizioni agli ammalati, ai moribondi, alle famiglie presentando un certificato falso, scaricato da internet. Un signore che fornisce anche informazioni contorte circa il suo “status” ed il suo rapporto con l’istituzione religiosa guidata da Papa Francesco. Nel pronunciare tutte queste parole il parroco della Chiesa Gesù Divino Maestro, nonché vicario foraneo, si è assunto tutte le responsabilità del caso, consapevole di poter ricevere una querela e che, tra i presenti, nell’aula liturgica, potessero esserci amici e conoscenti di quest’individuo che ha un nome e cognome ben preciso che è stato ripetuto due volte.

Trattasi di Rosario Ferrara, “sacerdote secondo il cuore di Dio”, membro della Chiesa Cattolica Ecumenica che si rifa’ “ai primi 7 Concili della Chiesa in divisa, quella romana”. Un uomo dalle idee precise sul Vangelo, sulla Chiesa, sugli omosessuali e la loro possibilità di unirsi in “matrimonio” (sposati in diverse città italiane, tra cui Napoli) come evidenziato da quest’intervista che, mercoledì 5 novembre, ha concesso a “Il Mattino” (http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/video_padre_rosario_matrimoni_gay/notizie/997249.shtml). Un video nel quale afferma “io sono un prete”. Una condizione che può “dimostrare” e non teme “il confronto perché la verità non teme confronti”. Chiarisce di non dipendere da Roma.

Quest’argomento fu, già, trattato anche dal mensile “Quarto Magazine” nei numeri di “dicembre 2013” e “gennaio 2014” (entrambi in nostro possesso). Nel primo articolo curato dalla redazione è scritto che “lo scorso 20 ottobre, in una tranquilla domenica autunnale, a conclusione della Santa Messa” in tutte le parrocchie della Forania “è stata letta una singolare lettera che ha lasciato increduli e basiti i numerosi fedeli presenti”. Questo il testo integrale della missiva. “Nonostante i ripetuti richiami e l’interdizione a norma dei sacri canoni con pena Latae Sentiatiae il signor Rosario Ferrara continua a presentarsi come sacerdote pur non avendo ricevuto l’ordinazione presbiteriale e facendo leva sulla buona fede di alcuni fedeli simula il ministero attentando all’azione liturgica del sacrificio eucaristico della celebrazione della Messa e quello che è più grave impartendo la confessione sacramentale in alcuni noti luoghi di pellegrinaggi nazionali e internazionali oltre che nel territorio diocesano e località limitrofe incurante della profanazione perpetrata”.

Nello stesso testo, Rosario Ferrara spiega che “la Curia di Pozzuoli, con lettera del 24 aprile 2012, affermava che sono stato ordinato diacono in quella data e presbitero nella Chiesa Ortodossa autocefala ucraina. E non lo dico solo io, ma lo affermano anche loro”. Nel prosieguo chiarisce: “Il mio Vescovo consacrante è stato Monsignor Lorenzo Casati appartenente al Sinodo della Chiesa Ortodossa Autocefala ucraina. Da maggio sono stato incardinato in una nuova realtà ecclesiale, la Chiesa Cattolica Ecumenica che si rifà alla Chiesa originale del 1° millennio al cui interno non vi è alcuna esclusione, una Chiesa che si rifà al Vangelo lieta notizia per tutti e non solo per i buoni o per chi decide il prete”. Evidenzia, inoltre, che “ovunque vado mi presento con il mio tesserino ecclesiastico e sono ben accetto come ministro di culto di una realtà ortodossa”. Racconta: “Sono stato alunno del Seminario di Pozzuoli per ben 8 anni. Ho amato ed amo la Diocesi in cui vivo, ma purtroppo il Signore ha previsto per me altre strade. Hanno affermato che mi spaccio per prete romano: niente di più errato. Io ho scelto liberamente ed in piena coscienza e consapevolezza di abbracciare questa fede e non ho problema a professarla”.

 

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