LIBRO 2

In un libro il restauro della Cattedrale del Rione Terra

Un piccolo cofanetto di grande valore culturale. E’ l’ultima produzione del gruppo “Iniziative Editoriali”  che è stata presentata questa mattina nella Basilica d San Procolo (uno dei monumenti più belli, particolari perché composto da parti di epoche storiche molto differenti, distanti tra loro). “La Cattedrale di Pozzuoli–La riscoperta del Rione Terra” è un volume ricco di nozioni storico artistiche, curiosità, aneddoti su personaggi, consuetudini, ma soprattutto comprende un’ampia galleria di immagini presenti e passate, belle e tristi. Alcune risalgono ai giorni dell’incendio del 1964 che ridusse in cenere la struttura. “Nei 50 anni di chiusura è stata fatta una tutela attiva del sito – spiega il direttore dei Beni artistici e Storici dei Comuni Flegrei Giovanni BarrellaNella Basilica sono presenti capolavori di varie arti. In particolare ci sono dipinti di importanti pittori del ‘600, alcuni dei quali lavorarono anche in Spagna. Qua è esposta l’unica opera religiosa di Artemisia Gentileschi. Un patrimonio inestimabile che è stato conservato e restituito alla collettività. Il lungo e particolareggiato progetto di recupero è stato raccontato in questo libro realizzato dalle Soprintendenze. Ogni fase è narrata ed illustrata, anche dai diretti protagonisti”. E’ un volume scritto a più mani ed ognuna s’è concentrata sul proprio ambito. “Lo stato di conservazione della Cattedrale è unico – sottolinea il direttore dei Beni Archeologici di Pozzuoli Costanza GialanellaPochi monumenti sono in queste buone condizioni. Un’altra peculiarità è la tecnica costruttiva. E’ tutto in marmo con blocchi sovrapposti con spessore non superiore a 25cm”. Pareti che sostengono, da sempre, il peso del tetto che è molto grande e visibile dall’alto del rione che comprende anche il Museo Diocesano che è ultimato, ma per problemi burocratici è chiuso così come alcune parti collaterali dell’aula liturgica che è stata riaperta al culto l’11 maggio scorso. “A fine febbraio nel corso di una riunione tenutasi a via Toledo a Napoli decidemmo di accelerare i tempi – rivela don Giovanni Spina (il responsabile Ufficio Beni Culturali della Diocesi flegrea) – Scommettemmo sulla seconda domenica di maggio che era una data prossima al 50° anniversario. Seguirono mesi intensi, frenetici per preparare, allestire tutto, collocare le tele. La prima ad essere posta fu quella dell’agonia di Gesù perché ha tanto in comune con i patimenti umani odierni. La nostra sfida l’abbiamo vinta con l’arma della fede, della cultura, della coscienza civile”. Risorse utili anche alla collettività per impegnarsi nella costruzione di un futuro migliore. In prima linea c’è l’amministrazione comunale. “Entro la fine del mandato ci auguriamo di completare i lavori della prima parte della rocca – annuncia il sindaco Vincenzo FiglioliaCi stiamo battendo per velocizzare i tempi, ma tutti devono svolgere al meglio il proprio compito e spingere nell’interesse generale della città. E’ un modo per aiutare lo sviluppo del territorio”. Il turismo è una delle risorse importanti dei Campi Flegrei, ma troppo spesso è dimentico, trascurato. Un incentivo può arrivare anche da questo libro. “Siamo attivi da ben 7 anni – rammenta la dottoressa Stefania Maglione (Iniziative Editoriali) – Abbiamo iniziato pubblicando diverse testate giornalistiche (Pozzuoli Magazine, Bacoli MDP Magazine, Quarto Magazine), ma ben presto abbiamo compreso che la zona aveva bisogno di molto di più. Abbiamo così deciso di allargare i nostri orizzonti sostenendo produzioni artistiche e culturali per dare risalto, visibilità all’ingente patrimonio locale. Abbiamo seguito i lavori di restauro delle Chiese di San Gennaro e di San Raffaele e di questa splendida aula liturgica che è tanto cara alla cittadinanza. E’ stata una bella sfida cui hanno partecipato diverse persone che hanno voluto dare il proprio contributo alla rinascita del territorio che sta cambiando, acquisendo una maggiore vocazione turistica. La mentalità un po’ chiusa di una parte dei residenti è spesso un ostacolo alla rivalutazione dell’area flegrea. Abbiamo risorse umane, storiche, paesaggistiche, ma non le sfruttiamo pienamente”. Le istituzioni hanno pochi fondi e, quindi, li sfruttano per le priorità quotidiane. Possono, però, affiancare i privati nella fase burocratica e legislativa della pianificazione di altri progetti. Le idee ci sono e pure diversificate. “Aspettare inermi che gli altri si attivino è inutile – rilancia Maglione – Crediamo molto nel territorio e vi operiamo in vari modi. Ultimo è il varo del marchio “Terra viva” che caratterizzerà tutte le nostre produzioni per valorizzare, in sintonia con le istituzioni, quest’immenso tesoro promuovendo eventi, mostre, pubblicazioni. Ci sarà tanto da vedere ed ancor più da raccontare. Come immagine abbiamo optato per il Rione Terra che è il simbolo di Pozzuoli che è considerata la capitale di questo comprensorio. Ci auguriamo che quest’iniziativa sia da sprone per altri e che un giorno i turisti conservino piena ed indelebile memoria delle bellezze di questa terra”.

 

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