FAMIGLIA

Cartella Equitalia consegnata a bambino di 7 anni

Una cartella di Equitalia è stata consegnata ad un bambino di 7 anni. Non è assolutamente uno scherzo, ma una reale storia di cui siamo stati parzialmente testimoni.

Nella tarda mattinata di mercoledì 2 dicembre, il postino ha citofonato ad un parco di Quarto per recapitare un plico ad Emanuele I. che, in quel momento era a scuola. All’ingresso dello stabile si è presentato Gianluca (unica persona che era in casa), il fratello maggiore, ma comunque minorenne (classe 2000) cui il dipendente delle Poste non ha dato nulla non avendo i requisiti per firmare la ricevuta. Ha pertanto lasciato una “cartolina” nella cassetta postale. Al rientro dal lavoro, i genitori l’hanno ritirata e quando hanno letto che si trattava di Equitalia si sono stupiti, meravigliati dato che il loro pargolo non ha titolo per alcun’attività, azione. Dopo essersi consultati con parenti ed amici esperti nel settore hanno deciso di proseguire nell’iter previsto.

Alle ore 10.30 di oggi (giovedì) si sono recati all’ufficio postale di via D’Acquisto dove, atteso serenamente il proprio turno, Emanuele s’è presentato allo sportello per ricevere il fascicolo. Ignaro di tutto, il dipendente ha iniziato l’operazione che richiedeva due firme su un modulo. Solo a questo punto ha compreso che il “committente” era il bambino e non il signore che era alle sue spalle (cioè il padre Luigi che, semplicemente, stava osservando, impassibile, la scena insieme al sottoscritto). Con timidezza il piccolo ha scritto il proprio nome e cognome sui fogli. Nel frattempo la circostanza è stata notata dai presenti (non pochi) cui sono state fornite piccole delucidazioni. Stesso è stato fatto con un altro dipendente dell’ufficio (incaricato della consegna dei numeri per le “file”) che ha espresso la propria meraviglia per la procedura che era stata eseguita dalla collega. Ricorda bene che il potere di firma si acquisisce al compimento dei 18 anni.

Usciti in strada, la famiglia ha aperto la busta. Su un foglio è scritto che “A seguito delle risultanze delle analisi e dei controlli effettuati per l’anno 2011 sui soggetti che hanno goduto, per autocertificazione, dell’esenzione della quota di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) ai sensi del Decreto Ministeriale 11/12/2009, si è riscontrata l’insussistenza dei requisiti necessari per usufruire di tale beneficio per Lei e/o i minori a Lei riconducibili per l’autocertificazione presentata. Pertanto, ai sensi dell’art. 1 comma 11 del decreto 11/12/2009 emanato dal Ministero dell’Economia e Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Le comunichiamo l’elenco delle prescrizioni (ricette) delle prestazioni fruite indebitamente in regime di esenzione per reddito, indicando per ciascuna di essa l’importo da versare al Servizio Sanitario Nazionale”. Assistiti da un legale i coniugi I. risaliranno ai fatti in questione valutando tutte le azioni da compiere per far luce sulla vicenda e tutelare se stessi ed il figlio che ha vissuto questa particolare esperienza (perdendo un giorno di scuola, sicuramente, più utile, formativo). Sin da subito è possibile chiarire che la missiva era, inequivocabilmente, indirizzata ad Emanuele I dato che, sulle carte, sono riportati correttamente tutti i suoi dati (nascita, codice fiscale). Quindi, più di qualcuno ha commesso errori e le responsabilità andranno accertate.

 

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