PANORAMA

Quarto, un 2016 di tante azioni e poche parole

La notte di San Silvestro si avvicina a grandi passi. Presto il 6 sostituirà il 5 sul calendario, ma non sarà questo cambio di cifra a risolvere i tanti problemi del mondo, quelli che affliggono l’intera umanità. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolverli un amen, ma tutti, in base alle nostre capacità, forze, possiamo fare qualcosa per ridurli, mitigarli, partendo dal basso, ovvero, dal territorio in cui abitiamo. Quarto ha una superficie estesa (14,16 kmq), forse inaspettata per alcuni, e tanti residenti anche se in giro (per le strade, nei negozi, agli eventi pubblici di qualunque genere) ne vedi pochi, sempre gli stessi. Una parte consistente resta concentrata sui propri impegni, dilemmi e dargli torto non è facile dato che la crisi economica e la mancanza di “lavori” stabili e ben remunerati costringe a sacrifici, scelte dure che lasciano poco tempo libero per dedicarsi al prossimo e al paese. Anche loro possono fare la propria parte in una maniera semplice ed anche “veloce, sbrigativa”: vivere rispettando le regole, ovvero, le leggi del codice civile e penale italiano, ma anche quelle, non scritte, della buon’educazione, della pacifica e serena convivenza tra le persone, della tutela dell’ambiente. In questo modo un primo passo sarebbe compiuto e certi disagi sarebbero attenuati. Ovviamente non tutti.

Occorrono altre azioni che spettano a chi ha più tempo e pure voglia, entusiasmo, passione. Il riferimento (assolutamente non casuale) è alle associazioni politico culturali, ai partiti, ai consiglieri comunali (di maggioranza e minoranza), agli assessori, al sindaco. Voi potete e dovete fare tanto per questo territorio e per la gente (senza alcuna distinzione tra parenti, amici e sconosciuti). Nessuno vi ha imposto, obbligato ad iscrivervi in quei gruppi o a candidarvi. E’ stata una vostra libera, spontanea scelta ed eravate a conoscenza (o dovevate saperlo) che a quel “gesto” corrispondevano dei compiti, delle mansioni e, nel caso dei consiglieri, degli assessori e della giunta avreste, poi, dovuto rispondere del vostro operato alla collettività tutta (elettori e non). Negli ultimi mesi alcune azioni sono state fatte, delle delibere sono state emanate. Non importa la paternità e la quantità, ma ci sono, hanno sortito degli effetti che andranno valutati sulla lunga scadenza, non nell’immediatezza, ma non bastano. Occorre altro ancora che si deve costruire, nelle prossime settimane, magari insieme perché i problemi non riguardano solo Tizio, Caio o Sempronio. Basta con le chiacchiere sterili, le provocazioni fine a se stesse. Sfogliare le pagine di facebook è sempre più triste, squallido: puoi leggere attacchi, accuse, messaggi trasversali, “mezze frasi”, repliche corrette, ma pure offensive, costruite ad arte su interpretazioni forzate delle parole altrui, mirate a colpire, innescare reazioni. Un atteggiamento incomprensibile tenuto da uomini e donne che hanno superato i 18 anni (quindi mature per la legge, ma che non lo sembrano, appaiono).

Che senso ha tutto questo? Quali vantaggi sta dando a Quarto? Vi siete mai posti questa domanda mentre scrivete?

La scorsa primavera, durante la campagna elettorale, tutti parlavano di rinnovamento, di cambiamento, di rinascita. Parole pronunciate continuamente come “legalità, voltare pagina, un futuro diverso, migliore”. Bandiere sventolate per attirare consensi che, in percentuali diverse, sono stati ottenuti dai 4 candidati sindaci (e dalle relative liste collegate). Ora vanno rispettati, ripagati (ma non con denaro o favori), ma impegnandosi seriamente, concretamente, per la risoluzione dei molti, troppi, problemi che il paese ha. Nella notte di San Silvestro, mentre guardate o accendete un fuoco pirotecnico (naturalmente legale, non pericoloso), mangiate una fetta di panettone o pandoro, sorseggiate lo spumante, dedicate qualche minuto ad una seria, scrupolosa, analisi di quello che è stato il passato (recente e remoto) e quello che può essere il futuro. La gente non chiede “miracoli” (nessuno è capace di farli tranne Dio – non me ne vogliano i sacerdoti), ma cose semplici, utili, concrete. Valutate l’opportunità di compiere tutti un passo indietro (non inteso come dimissioni collettive, ma nella “strategia operativa” adottata) per provare a compierne, poi, numerosi in avanti insieme, provando a sentirci, finalmente, una reale comunità e non un semplice insieme di persone  che, in comune, hanno solo il luogo dove abitano, ma nulla altro. E’ una sensazione amara, forte, ma evidente. La si evince trascorrendo ore in strada, tra la gente, ascoltando le riflessioni altrui (nei bar, nei supermercati, nelle piazze, nei mezzi pubblici, in chiesa).

Oggi solo il calcio, ed in particolare, il Napoli unisce tanti, ma il pallone non è la soluzione dei “mali” di Quarto dove domina l’invidia, la rivalità, la voglia di supremazia individuale finalizzata ad un ritorno economico o di mera “immagine, visibilità, notorietà”. Una mentalità che deve cambiare. Il tempo passa, la tecnologia avanza, progredisce, ma non questa filosofia che resta fortemente radicata nella mente di molti, troppi. Fate uno sforzo maggiore e, poi, noterete la gioia, la soddisfazione vostra e degli altri. Sarà bella, palese, evidente, contagiosa. Provateci altrimenti sarà la fine per questo paese, per voi e per le nuove generazioni, ovvero, gli odierni teen agers ed i più piccoli che, giustamente, impegnano il proprio tempo tra la scuola, le attività ludico ricreative e non hanno la percezione di che brutto mondo gli adulti stanno loro lasciando in eredità.

 

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