PALAZZO DI VETRO

Colaci Postiglione, da 30 anni impegnata nel volontariato

Il volontariato è una missione che bisogna sentire dentro e crederci profondamente. E’ la filosofia di Anna Maria Colaci Postiglione che ai gesti solidali dedica molte ore. “Nella mia vita ho ricevuto tanto amore da mio marito Lino, dai figli (Barbara, Marianna, Gianluca) e da altri parenti e mi piace donarlo al prossimo, a coloro che sono in difficoltà per vari motivi – rivela – Compio piccoli o grandi azioni verso i meno fortunati che possono necessitare di parole di conforto, consigli, oggetti (indumenti, scarpe, beni alimentari). Un modus operandi che mi caratterizza da oltre 30 anni ed ormai sono centinaia le persone che mi conoscono e contattano”. E’ attiva, con il medesimo entusiasmo, in più ambiti. Per otto anni è stata infermiera presso le suore del Sacro Cuore di Napoli. Ha assistito circa 100 ragazzi provenienti dalle zone più degradate della città. Un’esperienza meravigliosa come quella nei francescani (attualmente è terziaria) presso la Chiesa dell’Immacolata a Mergellina. La sua fede cristiana è forte, profonda e basata sulla preghiera, sulla meditazione, ma anche su fatti concreti. “Con Ida Floridia e Giovanni Sabbatino abbiamo gestito, per un lungo periodo, la mensa della chiesa San Castrese – racconta la signora originaria di Napoli (Santa Lucia), ma residente a Quarto da 26 anni – Preparavamo i pasti per numerosi meno abbienti (italiani e stranieri). In sinergia con don Ferdinando Carannante (direttore della Caritas Diocesana di Pozzuoli) distribuivo vestiti ai bisognosi di Quarto”. Un’operazione che prosegue tutt’oggi. In una stanza del proprio appartamento raccoglie quanto amici, conoscenti e parenti le portano per poi darlo ai bisognosi che conosce direttamente o tramite face book. Il social network è utile anche per questo: esiste il gruppo “Aiutiamoci tra noi” nel quale sono inserite decine di richieste. Diverse le soddisfa con il supporto dei figli, che condividono la missione della mamma, molto nota per essere stata catechista per quasi 50 anni (nella Chiesa a Santa Lucia, Sant’Antonio Ardia a Fuorigrotta, San Castrese a via De Curtis) e responsabile flegrea del Tribunale degli Ammalati di cui fa parte da 30 anni. “E’ il ramo di cittadinanza attiva (movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori) che si occupa delle questioni sanitarie – spiega – Ascoltiamo le istanze dei residenti per poi aiutarli nella risoluzione dei problemi, indirizzarli verso gli specialisti più idonei per quelle patologie, seguirli nel disbrigo di pratiche (anche per l’invalidità)”. Spesso è nel presidio sanitario del Corso Italia dove tanti dipendenti hanno il suo recapito telefonico che danno, su sua autorizzazione, a chi lo richiede così da velocizzare i tempi del primo approccio. Frequentando quello stabile ha scoperto le carenze numeriche esistenti. “L’organico è composto da 7 infermieri, ma uno è prossimo alla pensione ed un secondo ha ottenuto il trasferimento in un’altra provincia – riferisce – Considerando le ferie spettanti ai rimanenti, è facile dedurre che la quota è insufficiente per le mansioni previste. E’ una situazione grave che abbiamo affrontato con il direttore sanitario che, però, è poco sensibile, vicino a questa struttura che serve un comune di oltre 40000 abitanti. Ho sottoposto la questione anche al sindaco Rosa Capuozzo che intende incontrare il direttore sanitario per valutare tutte le opzioni possibili”. Già alcuni uffici sono stati trasferiti a Marano che è lontano e non comodamente raggiungibile per chi è privo di una propria automobile. Arrivarci con i bus, considerando orari, ritardi e traffico, richiede anche due ore. Una piccola odissea che genera malcontento tra i pazienti che, inoltre, periodicamente già subiscono il blocco delle prenotazioni delle visite presso i centri privati convenzionati. “Nel 2014 la sospensione durò per due mesi che sono diventati quattro nel 2015 – sottolinea – Dal 1° gennaio la situazione è tornata regolare, ma continuiamo a monitorarla. In generale è un servizio poco efficiente. Facciamo il possibile per sollecitare gli organi preposti a migliorarlo”. Il dialogo e le istanze popolari sono importanti per raggiungere qualche risultato utile all’intera collettività. In attesa di sviluppi positivi, la signora Colaci Postiglione pianifica un’idea per i bambini. “Stare con loro è bellissimo, farei qualunque cosa per i piccoli – rivela – In passato ero solita recarmi nei reparti pediatrici degli ospedali per donare calze della Befana con cioccolatini e caramelle. Per qualche anno ho sospeso quest’iniziativa che mi auguro di riprendere a breve. Sono, inoltre, disponibile a collaborare con quanti vogliono operare nel sociale, senza interessi, con amore. Senza questo sentimento non si fa nulla. Io ne ho tanto e voglio donarlo”. Aiutare il prossimo è un’esperienza bella, toccante, formativa cui si può dedicare anche poco tempo, ma costante. La continuità dà maggior vigore, forza ai gesti compiuti. Le sue parole, cariche di gioia, di entusiasmo, stimolano a seguirla, supportarla in questa missione che bisogna sentirsi dentro e crederci fermamente. Il Tribunale per i diritti del malato è un’iniziativa di Cittadinanzattiva (Giovanna Degioianni) è la responsabile dell’area flegrea , nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM è una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario (circa 10.000). Ha una struttura centrale che coordina le attività della rete e promuove le iniziative nazionali. Ci sono gruppi tematici, a livello nazionale, regionale e locale, collegati a specifici programmi ed, infine, le circa 300 sezioni locali attive negli ospedali e nei servizi territoriali. E’ iniziato il tesseramento per l’area flegrea dove l’organizzazione mira ad essere più presente presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO DI NOVEMBRE DI QUARTO MAGAZINE

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti