PISTA CICLABILE 2 - 4 APRILE 2016

I dubbi di Santoro sulla pista ciclabile

Il tempo dà e toglie. Basta solo saper aspettare e tutto si chiarisce. L’articolo “Pedalando sulla pista ciclabile” dell’11 aprile scorso generò l’ira del direttore dei lavori che contattò questa redazione sostenendo che erano state scritte inesattezze e che quel testo fosse lesivo dell’immagine sua, della ditta e del comune che aveva commissionato l’opera. Era molto sicuro e pronto a valutare l’ipotesi di adire le vie legali contro la testata. Non sapeva e non immaginava che, come ogni buon giornalista fa, prima di pubblicare quell’articolo erano state valutate tutte le possibili conseguenze ed in quel caso specifico erano nulle in quanto non era riportata alcun’accusa precisa, ma solo delle riflessioni, considerazioni e, per tanto, la redazione era molto tranquilla nonostante la sua telefonata e la sua successiva nota scritta che si prestava per ulteriori ragionamenti. I lavori sono proseguiti e noi li abbiamo monitorati in maniera attenta, discreta sino all’inaspettato colpo di scena che ha acceso nuovi riflettori sull’intervento. Nella seduta urgente del civico consesso dell’8 ottobre scorso, nell’enunciazione del punto 2 all’ordine del giorno, il consigliere Giovanni Santoro disse “Ma così come anche le piste ciclabili, infatti in via Consolare Campana è un vecchio progetto per una pista ciclabile. Provateci ad andare con la bicicletta. Provateci. Allora, se si fanno dei lavori realmente per soddisfare l’esigenza del cittadino vanno fatti perbene. Se si fa soltanto perché “Ingegne’, fai questo progetto”, tu lavori, lui lavora, e si fa il lavoro. Ma il cittadino, il territorio, non è che ne beneficia veramente”. Frasi che, subito, a caldo, hanno destato la nostra attenzione, ma prima di riportarle abbiamo voluto attendere la pubblicazione, sull’albo pretorio del sito del comune, del verbale di quella seduta. A pagina 39 del file, in pdf, “95_122356986”, abbiamo trovato quelle testuali parole dalle quali emergono i suoi dubbi sull’opera che, a margine di quell’assemblea, il consigliere ribadì sostenendo che, di fatto, si tratta di un marciapiede migliore del precedente e senza barriere architettoniche. Perplessità sull’opera, quindi, le ha pure lui che non è un cittadino qualunque e dall’inverno scorso è parte integrante della coalizione che, per il bene del paese, governa Quarto dove basta solo saper aspettare e noi di tempo ne abbiamo, ma soprattutto ricordiamo e conserviamo perché tutto serve.

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