Focus sul referendum costituzionale del 29 marzo

Nel tardo pomeriggio di giovedì 5 marzo il Consiglio dei ministri a rinviato a data da destinarsi (da decidere entro il 23 di questo mese) il referendum precedentemente fissato per domenica 29 marzo.

I cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sulle “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione” che sono state varate dal Parlamento con la legge di revisione costituzionale che è stata approvata, in doppia lettura, da entrambe le Camere. Essendo stata raggiunta la maggiorata qualificata (ovvero i 2/3 dei componenti) solo a Montecitorio, non a Palazzo Madama come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, basandosi sul suo 2° comma, 71 senatori hanno chiesto ed ottenuto l’indizione di un referendum con cui gli aventi diritto di voto (quindi i maggiorenni) possono avvalorare o ricusare la riduzione del numero dei parlamentari.

Potranno farlo recandosi (dalle ore 7 alle 23) nei rispettivi seggi muniti di tessera elettorale valida (quindi con spazi disponibili per la timbratura) e del documento di riconoscimento. Ponendo una croce sul:

  • SI i cittadini esprimono la volontà di confermare le modifiche previste dalla legge costituzionale
  • NO i cittadini esprimono la volontà di bocciare le modifiche previste dalla legge costituzionale

Non essendo previsto alcun quorum di partecipanti, indipendentemente da quanti saranno i voti espressi, il risultato sarà determinato dall’opzione che sarà stata indicata sulla maggioranza delle schede.

Mancano diversi giorni all’apertura delle urne e, quindi, c’è la possibilità di riflettere e decidere con calma, con la dovuta attenzione.

Utile è conoscere quanto è stato approvato nell’ottobre 2019.

La legge di revisione costituzionale si compone di 4 articoli:

  • Il primo modifica l’articolo 56 della Costituzione riducendo il numero dei deputati da 630 a 400 con gli eletti nella Circoscrizione estero che passano da 12 a 8
  • Il secondo modifica l’articolo 57 della Costituzione riducendo il numero dei senatori da 315 a 200 con gli eletti nella Circoscrizione Estero che passano da 6 a 4
  • Il terzo modifica l’articolo 59 della Costituzione chiarendo che ogni Presidente della Repubblica potrà nominare massimo 5 senatori a vita
  • Il quarto disciplina l’entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge stabilendo che esse si applicano a decorrere dalla data del primo scioglimento del Parlamento successivo all’entrata in vigore della legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi 60 giorni dalla predetta data di entrata in vigore.

Per i più giovani, ma non solo, può essere importante conoscere/ripassare un parte della storia italiana. Approvata il 22 dicembre 1947, promulgata 5 giorni dopo, in vigore dal 1° gennaio 1948, la Costituzione è la Legge fondamentale dello stato.

La seconda parte descrive l’ordinamento della Repubblica ed in particolare il “primo titolo” si concentra sul potere legislativo che è affidato al Parlamento che si compone di 2 “rami” con gli stessi compiti ed i medesimi poteri. Inizialmente gli articoli 56 e 57 non definivano in maniera precisa il numero dei membri: era prevista, infatti, l’elezione di un deputato ogni 80000 abitanti o per frazione superiore ai 40000 ed a ciascuna regione era assegnato un senatore ogni 200000 abitanti o frazione superiore ai 100000 (1 solo alla Valle d’Aosta).

Per effetto di ciò alla prima legislatura (1948/53) presero parte 572 deputati e 237 senatori (cui si aggiunsero i 107 di diritto previsti dalla III Disposizione transitoria). Con l’aumento demografico, il numero crebbe: 572 e 237 nel quinquennio 1953/58, 596 e 246 in quello 1958/63. Nel 1963 fu approvata la legge Costituzionale 2 che fissò le quote in 630 e 315 per garantire un miglior equilibrio funzionale del sistema.

In seguito all’istituzione ufficiale delle amministrazioni regionali (nel 1970) e del Parlamento Europeo (nel 1979), diversi politici iniziarono ad ipotizzare una riduzione di deputati e senatori italiani. Diverse le commissioni che lavorarono a riforme che, però, non sono mai state attuate.

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