Domenica 20 e lunedì 21 settembre si terrà il referendum previsto per il 29 marzo scorso e rimandato a causa della pandemia da Covid 19.
I cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sulle “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione” che sono state varate dal Parlamento con la legge di revisione costituzionale che è stata approvata, in doppia lettura, da entrambe le Camere. Essendo stata raggiunta la maggiorata qualificata (ovvero i 2/3 dei componenti) solo a Montecitorio, non a Palazzo Madama come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, basandosi sul suo 2° comma, 71 senatori hanno chiesto ed ottenuto l’indizione di un referendum con cui gli aventi diritto di voto (quindi i maggiorenni) possono avvalorare o ricusare la riduzione del numero dei parlamentari.
Potranno farlo recandosi (dalle ore 7 alle 23) nei rispettivi seggi muniti di tessera elettorale valida (quindi con spazi disponibili per la timbratura) e del documento di riconoscimento. Ponendo una croce sul:
- SI i cittadini esprimono la volontà di confermare le modifiche previste dalla legge costituzionale
- NO i cittadini esprimono la volontà di bocciare le modifiche previste dalla legge costituzionale
Non essendo previsto alcun quorum di partecipanti, indipendentemente da quanti saranno i voti espressi, il risultato sarà determinato dall’opzione che sarà stata indicata sulla maggioranza delle schede.
Mancano diversi giorni all’apertura delle urne e, quindi, c’è la possibilità di riflettere e decidere con calma, con la dovuta attenzione.
Utile è conoscere quanto è stato approvato nell’ottobre 2019.
La legge di revisione costituzionale si compone di 4 articoli:
- Il primo modifica l’articolo 56 della Costituzione riducendo il numero dei deputati da 630 a 400 con gli eletti nella Circoscrizione estero che passano da 12 a 8
- Il secondo modifica l’articolo 57 della Costituzione riducendo il numero dei senatori da 315 a 200 con gli eletti nella Circoscrizione Estero che passano da 6 a 4
- Il terzo modifica l’articolo 59 della Costituzione chiarendo che ogni Presidente della Repubblica potrà nominare massimo 5 senatori a vita
- Il quarto disciplina l’entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge stabilendo che esse si applicano a decorrere dalla data del primo scioglimento del Parlamento successivo all’entrata in vigore della legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi 60 giorni dalla predetta data di entrata in vigore.
Per i più giovani, ma non solo, può essere importante conoscere/ripassare un parte della storia italiana. Approvata il 22 dicembre 1947, promulgata 5 giorni dopo, in vigore dal 1° gennaio 1948, la Costituzione è la Legge fondamentale dello stato.
La seconda parte descrive l’ordinamento della Repubblica ed in particolare il “primo titolo” si concentra sul potere legislativo che è affidato al Parlamento che si compone di 2 “rami” con gli stessi compiti ed i medesimi poteri. Inizialmente gli articoli 56 e 57 non definivano in maniera precisa il numero dei membri: era prevista, infatti, l’elezione di un deputato ogni 80000 abitanti o per frazione superiore ai 40000 ed a ciascuna regione era assegnato un senatore ogni 200000 abitanti o frazione superiore ai 100000 (1 solo alla Valle d’Aosta).
Per effetto di ciò alla prima legislatura (1948/53) presero parte 572 deputati e 237 senatori (cui si aggiunsero i 107 di diritto previsti dalla III Disposizione transitoria). Con l’aumento demografico, il numero crebbe: 572 e 237 nel quinquennio 1953/58, 596 e 246 in quello 1958/63. Nel 1963 fu approvata la legge Costituzionale 2 che fissò le quote in 630 e 315 per garantire un miglior equilibrio funzionale del sistema.
In seguito all’istituzione ufficiale delle amministrazioni regionali (nel 1970) e del Parlamento Europeo (nel 1979), diversi politici iniziarono ad ipotizzare una riduzione di deputati e senatori italiani. Diverse le commissioni che lavorarono a riforme che, però, non sono mai state attuate.
Il Comune di Occhiobello informa che:
- I seggi numero 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 solitamente collocati nella scuola di via King sono stati trasferiti nel plesso di via Amendola che dispone di locali più grandi che garantiscono meglio le distanze imposte dall’emergenza sanitaria da Covid 19.
- Per rispettare le misure di sicurezza saranno distinti gli ingressi a seconda dei seggi: il 4, il 5 ed il 6 entreranno da via Mattei (una segnaletica arancione indicherà il percorso da seguire per arrivare alle aule), il 7 e l’8 da via Amendola (ingresso principale, con la segnaletica gialla), il 9 e 10 dall’Auditorium (segnaletica fucsian)
- E’ obbligatorio l’uso della mascherina all’interno dello stabile
- domenica e lunedì, fino al termine delle operazioni di voto, sarà chiuso il tratto di via Mattei, compreso fra via Amendola e via Gramsci. Sarà adibito a parcheggio lo spazio verde attorno alla pista di pattinaggio di via King, a cui si potrà accedere da via Kennedy. Si consiglia, quindi, di usufruire di quest’area di sosta e lasciare libere al transito le vie adiacenti alla sede di seggio.
NOVE I CANDIDATI ALLA CARICA DI GOVERNATORE




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