Reggitrici, donne forti, protagoniste nel loro tempo

Sedici storie di donne, vissute tra il 1528 ed il 2015, con un’esistenza impegnativa, affascinante sono narrate in “Le reggitrici” (edito da Apogeo), il libro scritto da Annalisa Boschini (giornalista, capo ufficio stampa ULSS 5), presentato nel tardo pomeriggio odierno nel giardino della biblioteca comunale di via King nel primo appuntamento dell’ “Aperitivo letterario” promosso dall’assessorato alla cultura.

Vicende che seguono un filo conduttore storico temporale, ma anche logistico perché sono tutte radicate nel Polesine, “una regione nella regione”, una grande pianura che si estende “dagli Appennini al mare Adriatico”, in cui, sin dal passato, è presente la “figura di una donna che ha un ruolo” rilevante, forte nella vita. “L’uomo è il capofamiglia, ma anche la signora è importante ed è poliedrica”, si adatta “alla storia del territorio”, vi partecipa attivamente (resistenza partigiana, le diverse alluvioni, la ribellione per la parità di genere). Sono nobili come Isabella d’Este, Lucrezia Borgia, Matilde di Canossa, ma anche medici, militari, manager, signore che hanno “saputo inventarsi e costruirsi un futuro” pur partendo da situazioni di grande difficoltà. “Donne che hanno portato avanti la loro esistenza in maniera libera, autonoma, sono state padrone del loro destino, facendo grandi rinunce, ma anche ottenendo conquiste significative”. Figure che possono essere da esempio, da sprone per le giovani di oggi che devono seguire miti veri, forti, la cui vita è testimoniata dalle fonti storiche certificate che sono state curate particolarmente nella preparazione di questo volume e intersecate con i testi di altri scrittori, di cantautori, ma anche dei cittadini che sono sempre portatori di storie.

Il libro è dedicato alla nonna paterna, la signora Bruna, che ha sempre spinto l’autrice a far tesoro delle cose buone e, così, nella sua professione ha conservato appunti, interviste, testimonianze che, in parte sono servite, per questo volume che sarà seguito da un romanzo di cui c’è già il punto di partenza. Una storia che, inizialmente, doveva essere inserito in questo libro, ma, poi, è stata omessa perché non si è trovata al momento della stampa. Fortunatamente è stata ritrovata e, nella lettura svolta oggi, ha suscitato grosse emozioni così come un altro brano ed un racconto inedito assoluto. “La faina” è stato redatto durante il lockdown che è “stato duro, ha avuto un impatto forte sulle persone” che “sembravano” tutte “in un’altra dimensione”. L’emergenza Covid 19 non è finita e l’invito rivolto dalla Boschini è di continuare ad “usare la mascherina ed il gel igienizzante, rispettare la distanza sociale di sicurezza, rinunciare a qualche festa ed abbraccio”.

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