Scuola e diritto allo studio: bambini trattati come numeri

Le tre classi terze del plesso scolastico Carlo “Collodi” di via Bassa (Santa Maria Maddalena) dell’Istituto Comprensivo di Occhiobello (RO), il prossimo anno scolastico verranno accorpate in due classi quarte: questa la notizia colta recentemente ed in modo del tutto casuale dai genitori delle tre classi del plesso. Nessuna preventiva informazione da parte della Segreteria o da altri organi alle famiglie interessate, sebbene tale disposizione fosse stata formalizzata dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova e Rovigo in data 22 aprile in sede di definizione dell’organico di diritto.

I genitori degli alunni coinvolti sono rimasti scioccati da questa decisione, che in prima analisi potrebbe risultare del tutto ordinaria, ma che in realtà porta con sé enormi dubbi e preoccupazioni ed è per questo che, una volta appresa la notizia, si sono subito messi in moto per cercare di fare chiarezza su tale provvedimento. È subito emerso che quanto stabilito nell’organico di diritto non rispetti l’art. 5 c. 2 del DPR 81/09 (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola) che prevede una soglia massima di 20 alunni per classe, con deroga del 10%, in caso di presenza di almeno un alunno con disabilità. E tra i 47 delle attuali 3 classi terze del plesso, ci sono due casi di disabilità certificate, oltre alla presenza di altri studenti con bisogni educativi speciali, poco compatibili con classi affollate, se pur non assoggettabili all’applicazione dell’art. 5.

I rappresentanti dei genitori hanno contattato immediatamente la Dirigente Scolastica, Dott.ssa Giuliana Cardelli, la quale, dichiaratasi in prima persona sorpresa della decisione di accorpamento, ha suggerito di rivolgersi direttamente all’Ufficio Scolastico. Peccato che il Dirigente dell’Ufficio, Dr. Roberto Natale, abbia risposto negativamente alla richiesta di appuntamento urgente da parte dei rappresentanti e li abbia nuovamente indirizzati alla Dirigente. A questo punto i genitori, ribadendo la richiesta di appuntamento, hanno sottoscritto e trasmesso all’Ufficio Scolastico Territoriale una lettera in cui hanno riportato numerose motivazioni che, affiancate al citato aspetto legislativo, sottolineano quanto l’accorpamento delle classi vada certamente a sfavore dell’apprendimento degli studenti: dopo anni di pandemia, finalmente le insegnanti erano riuscite con positività ed enormi sforzi ad avere 3 gruppi classe omogenei e produttivi, creando i presupposti per un triennio di qualità in preparazione alla scuola secondaria di primo grado. Rimescolare le classi a questo punto del percorso scolastico recherebbe un danno enorme sia dal punto di vista relazionale che didattico.

I bambini in questione hanno già subito abbastanza in questi anni: basta pensare che provengono da una classe prima frequentata in presenza solo per pochi mesi, prima che irrompesse nelle loro e nelle vite di tutti il Covid. In Prima erano separati in 2 classi da circa 25 alunni, numero già all’epoca impensabile per garantire un buon apprendimento in una classe primaria. In seconda sono stati smembrati in 3 classi, un anno iniziato con le più ampie incertezze, dove spesso la possibilità di imparare è stata affidata alla ormai tristemente famosa DAD e dove le insegnanti si sono viste costrette a sostenere ritmi elevati per colmare le lacune accumulate l’anno precedente. E finalmente un terzo anno iniziato con fiducia, dove le insegnanti hanno potuto finalmente assodare rapporti reali con gli alunni e con un grande lavoro, hanno sempre presenziato in un momento storico molto difficile pieno di incertezze, cercando di far vivere la normalità, per quanto possibile, ai loro alunni, meritando riconoscenza e l’opportunità di portare serenamente i loro alunni fino alla classe 5°.

Accorpare le classi è una soluzione improduttiva sotto ogni punto di vista, alunni ed insegnanti non sono numeri: come genitori, ma anche come cittadini, pretendiamo che vengano messe in primo piano la formazione, la crescita e le esigenze dei bambini, per farli diventare cittadini consapevoli e responsabili, invece di attuare costantemente tagli nel settore dell’istruzione.

I genitori si attendono, quindi, che nella definizione dell’Organico di fatto, prevista entro la fine del mese di giugno, venga previsto il mantenimento delle tre quarte e richiedono pertanto quanto prima delle conferme da parte dell’Ufficio Scolastico.

COMUNICATO STAMPA DI CRISTINA MONFRONI (in rappresentanza dei genitori degli alunni delle classi Terze dell’Istituto “C.Collodi” – S.M.Maddalena)

FOTO TRATTA DAL SITO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO DI OCCHIOBELLO





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