Un incontro sul valore della democrazia e dell’antifascismo

Giacomo Matteotti è stato un politico, segretario del Partito Socialista Unitario ucciso a Roma il 10 giugno 1924 e nato a Fratta Polesine il 22 maggio 1885. E’ stato molto attivo anche nella sua provincia che non lo dimentica ed anzi in occasione di queste due ricorrenze lo ricorda e lo presenta in maniera esauriente alle nuove generazioni. In prima linea gli Istituti scolastici. Bella l’iniziativa congiunta dei plessi della secondaria di I grado dell’IC Occhiobello e dell’IC Badia Trecenta.

Nell’auditorium di via Amendola (a Santa Maria Maddalena) “si è tenuto un importante incontro” riservato a due terze per scuola. “L’evento ha rappresentato un’opportunità unica per approfondire il valore della democrazia e dell’antifascismo attraverso il rigore scientifico e il confronto tra diverse tradizioni storiche, filosofiche e culturali”.

Nel dibattito è stata ribadita la valenza “di un legame profondo tra scuola e territorio, valorizzando il ruolo educativo dei docenti e la loro capacità di trasformare le aule in laboratori culturali per i cittadini di domani. Questo dialogo, tra ricerca e didattica, continua ad essere un pilastro fondamentale per la crescita civile e culturale dei giovani”.

I ragazzi hanno trattato i seguenti concetti “legalità, democrazia, giustizia, amore per la patria, amore coniugale e pari opportunità. Le fonti e i documenti analizzati, sono stati molteplici, tra cui il “testo “Lo chiamavano tempesta” su “alcuni passi legati ai discorsi di Matteotti in Parlamento. Le classi di Trecenta hanno delineato, con correttezza e lucidità, la situazione storico politica del tempo attraverso gli occhi della famiglia” del deputato.

E’ stata esaminata anche “l’epidemia spagnola, citata nel carteggio di lettere scritte” dal politico polesano “in particolare la 252, nonchè la 8 che esprime, con raffinatezza, la profondità del suo pensiero”.

Le classi di Occhiobello hanno, invece, sottolineato l’uomo “nella sua quotidianità, legato ai suoi affetti piu’ intimi, ai suoi dubbi e alle sue perplessità”.

Infine, “attraverso un’intervista simulata, è stata ricordata anche una figura femminile “cara” alla famiglia, la pittrice Maria Vinca, autrice dei ritratti ubicati nelle stanze del Museo (a Fratta Polesine”. Un modo per parlare di diritti delle donne, agli inizi del ‘900”.

Soddisfatte le professoresse Vendemmiati, Bellinazzi, Zucchini, Zorzan, Frattini che ritengono questo convegno “davvero un bel modo per fare memoria della storia e rafforzare il nostro attaccamento ai valori della nostra democrazia, oltre che per comunicarli in modo efficace”





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