GIOCO MAIALINO

Gioco del maialino, tutto regolare?

Domenica 28 luglio, in piazza Santa Maria s’è svolto “Giochi senza Frontiere” di Quarto, manifestazione organizzata dal Comitato Festa Santa Maria con il patrocinio morale del Comune. Tra i 4 giochi proposti c’è stato “acchiappa il maialino” che ha destato la curiosità di tanti, ma ad alcuni spettatori ha anche fatto sorgere dubbi sulla liceità di tale “game”. Tali perplessità mi hanno spinto ad indagare sulle normative vigenti in materia ed ho trovato diverse leggi interessanti. Innanzitutto, con il decreto 16 maggio 2007, il Ministero della Salute ha modificato l’allegato IV (documento di accompagnamento) del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, “Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 92/102/CEE relativa all’identificazione e alla registrazione degli animali” “al fine di renderlo compatibile con le informazioni richieste per la documentazione di trasporto” (anche a pochi metri di distanza dal luogo dove vive abitualmente) di cui al citato regolamento (CE) 1/2005”. Sul nuovo modello “Dichiarazione di provenienza e di destinazione degli animali”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28 giugno 2007, utilizzabile per la movimentazione di tutte le specie animali ad eccezione di volatili da cortile, conigli, selvaggina e ratiti da inviare al macello, tutte le informazioni richieste devono essere fornite con estrema attenzione, in modo chiaro e completo in particolare per quanto riguarda le strutture di partenza e di destinazione degli animali, l’identificazione degli animali, gli eventuali trattamenti cui questi ultimi sono stati sottoposti e l’esatta identificazione del mezzo di trasporto. La firma del detentore apposta sotto il riquadro C è valevole per tutto quanto riportato nei riquadri soprastanti. Per quanto riguarda il n. di autorizzazione al trasporto di animali (riquadro D) si intende la numerazione progressiva attribuita dall’Autorità rilasciante l’autorizzazione ovvero il numero del protocollo”. Inoltre “i codici che identificano le varie strutture, sia di partenza che di arrivo degli animali, vanno indicati accuratamente nell’apposito riquadro previsto sul modello, dopo aver barrato la tipologia della struttura”.

Nel caso di “strutture non specificate nel modello va barrata la voce “altro” indicando successivamente “denominazione” e “indirizzo” (tutto tratto da: http://cms.aivemp.it/Notizia.aspx?id=3756). Tale modulo è redatto dall’ASL (ente preposto ad autorizzare il trasporto) in 4 copie perché 1 resta all’ASL di partenza, 1 all’ASL di arrivo, 1 al trasportatore, 1 al destinatario dell’animale). Il trasporto degli animali è possibile rispettando i dettami del regolamento 1 del 2005 che comprende tutta una serie di specifiche regole. Art. 3) comma C: i mezzi di trasporto sono progettati, costruiti, mantenuti in modo idoneo da evitare lesioni e sofferenze e assicurare l’incolumità degli animali; comma G: agli animali è garantito un sufficiente spazio d’impiantito e un’altezza sufficiente considerati la loro taglia ed il viaggio previsto; art. 4) Nessuno è autorizzato a trasportare animali senza recare sul mezzo di trasporto una documentazione che specifichi: la loro origine e proprietà; luogo di partenza, la data e l’ora di partenza; il luogo di destinazione, la durata del viaggio. Art. 6) Nessuno può fungere da trasportatore a meno che non detenga un’autorizzazione rilasciata da un’autorità competente ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 1 o, per i lunghi viaggi, dell’articolo 11, paragrafo 1. Copia dell’autorizzazione è esibita all’autorità competente allorché si trasportano animali. L’ASL è, inoltre, l’ente preposto a rilasciare l’autorizzazione per l’uso degli animali nelle feste pubbliche. Tale richiesta deve essere avanzata prima dell’iniziativa così come si fa per l’occupazione di suolo pubblico.

Importante è, poi, il decreto legislativo 189 del 20 luglio 2004 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004: http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm ) che vara il “Titolo IX – BIS” del codice penale, ovvero “Delitti contro il sentimento per gli animali” con l’articolo 544 quater che recita così: “ (Spettacoli o manifestazioni vietati). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e con la multa da 3.000 a. 15.000 euro”.

In mio soccorso c’è un bell’articolo pubblicato sul sito ufficiale della Lega Anti Vivisezione (http://www.lav.it/leggi/maltrattamenti ) “La legge 20 luglio 2004, n.189, recante “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, ha profondamente modificato l’assetto normativo in tema di animali. Grazie a questa legge, frutto della nostra battaglia, dopo il titolo IX del libro II del Codice penale è stato inserito il titolo IX-bis, “dei delitti contro il sentimento degli animali”. Il maltrattamento di animali, la loro uccisione, l’abbandono e la detenzione incompatibile con le loro caratteristiche etologiche sono comportamenti vietati e puniti dal nostro Codice penale”. L’etologia è uno strumento che aiuta a giudicare benessere e malessere del suino che è una specie Sociale, in natura vive in gruppi stabili composti anche da molti individui. Già l’essere da solo è una fonte di stress così come la paura.
Nell’ambito del gruppo ogni individuo però possiede uno spazio individuale che, qualora venga invaso da un individuo persino dello stesso gruppo, può dare luogo a reazioni di aggressività.
I segnali vocali consistono in grugnito semplice, grugnito staccato, grugnito lungo, latrato, strillo acuto. Il latrato è emesso dall’animale spaventato mentre lo strillo acuto si ha quando l’animale viene colpito o trattenuto. Versi che sono stati uditi in piazza Santa Maria dove la superficie non era adatta alla corretta deambulazione dell’animale. Le deiezioni degli animali devono essere trattate in maniera diversa rispetto ai rifiuti classici. C’è, infine, il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n.122 Attuazione della direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini G.U- n.178 del 2-8-2011 (http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2011-08-02&atto.codiceRedazionale=011G0164&elenco30giorni=false) che “stabilisce le norme minime per la protezione dei suini confinati in azienda per l’allevamento e l’ingrasso”. Con il termine azienda è definito “qualsiasi luogo, anche all’aria aperta, in cui gli animali sono allevati o detenuti, anche temporaneamente”. Queste sono le leggi che ho trovato. Sono abbastanza chiare, precise. Ora invito la cittadinanza a ragionare, riflettere e valutare su quanto accaduto.

 

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