PEBA

Spunti interessanti dall’agora sulle barriere architettoniche

Il 7 febbraio nella conference hall del centro giovanile Qin+ di via Marmolito si svolse il convegno “Senza limiti” finalizzato a creare un coordinamento tra le associazioni che si occupano di diversabilità. Di seguito i dettagli dell’assise che questa testata patrocinò.

 

Essere disabile è, purtroppo, un grosso problema in numerose località italiane. Alle difficoltà legate alle carenze, fisiche o mentali, si abbinano quelle derivanti dalla scarsa assistenza fornita dalle amministrazioni locali che sono poco attente a questa fascia della popolazione che, seppur in minoranza, rappresenta una risorsa importante. “Ognuna di queste persone – sottolinea Giovanni Sabbatino (presidente dell’associazione Terra Libera) – può dare il proprio contributo in vari settori della vita pubblica. Deve essere, quindi, superata la vecchia concezione di questi individui con cui è rilevante lavorare per farli crescere, migliorare. Un nostro progetto in tal senso partirà a marzo”. Sono tante le realtà locali che operano in un settore specifico, ampio. Queste si sono incontrate (sabato 7 febbraio) presso la sala conferenze del centro Qualcosa in più di via Marmolito per discutere delle barriere architettoniche che sono quegli “elementi costruttivi che impediscono, limitano o rendono difficoltoso l’uso di un ambiente o che limitano gli spostamenti o la fruizione dei servizi” (Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989) a soggetti con limitate capacità motorie. “Nel 1986 è stata approvata la legge che introduce il P.E.B.A. – ricorda il consigliere comunale di Torre del Greco Ludovico D’Eliama, purtroppo, in Campania non è stata recepita e diversi comuni ignorano questo documento. Per tanto ci stiamo attivando per varare un coordinamento regionale per dare maggiore forza alle istanze di questi cittadini”. Sensibile al tema è il Comitato 80010 che, nella persona di Simona Marseglia, ha partecipato a più meeting organizzativi per poi voler convocare una riunione a Quarto dove la loro realtà opera “per migliorare la vita sociale della comunità con la realizzazione di eventi (Festa di Halloween, Natale e poi il 15 mattina il Carnevale in villa Comunale) o la riqualificazione di aree abbandonate (il Parco “I giardini del mandorlo”)”. Girando per il territorio hanno notato la presenza di numerose barriere architettoniche ed hanno iniziato ad indagare. “E’ stata accertata l’inesistenza di atti, delibere ed elaborati, relazionali e grafici, pubblicazione, valutazioni ed approvazione relativi al PEBA – annuncia Francesco Romano (Movimento 5 Stelle) – Tale mancanza è propria anche di altri città, ma questo non deve essere un alibi. Abbiamo così deciso di informare le associazioni del settore con cui riteniamo significativo fare rete”. Un’idea condivisa da quanti hanno partecipato all’agora esponendo le proprie esperienze. I ragazzi de “La Bottega dei Semplici Pensieri” sono introdotti nel mondo del lavoro, in particolare della ristorazione, e da due anni sono protagonisti della serata finale della rassegna archeoenogastronomica Malazè. Molteplici i laboratori cui partecipano i giovani della sezione locale dell’AIAS tra cui uno in corso in sinergia con l’ISIS di via Vaiani ed il CSV ed uno sulle barriere architettoniche “L’accessibilità inizia dal portone di scuola…. per formare le coscienze delle persone e dei futuri tecnici” svolto in collaborazione con il Ministero delle Politiche Sociali, l’osservatorio nazionale, l’Università Federico II SINAPSI, l’ITCG Pareto di Arco Felice, altre due scuole del napoletano e la Croce Rossa Italiana. Ad illustralo la dottoressa Alessandra Legittimo (Psicoterapeuta dell’Aaias e tutor nel progetto). Hanno, poi, spiegato ed attuato, insieme agli esponenti di altri gruppi, un gioco finalizzato a sensibilizzare tutti alla condivisione e non alla cura dei propri interessi. Unire è lo spirito con cui si dovrebbe iniziare questo coordinamento. “Noi siamo tutti uguali – afferma BeatriceNon ci sono differenze perché noi possiamo fare tante cose come gli altri”. Lo hanno dimostrato in più manifestazioni tra cui “Il Decennale” dell’AISP (svoltosi alla Città della Scienza) con la referente regionale Maria Di Matteo che ha evidenziato la valenza di presidi regionali affinché ci sia una vera unione, collaborazione tra le varie realtà. Da parte sua c’è la disponibilità a cooperare per far emergere questi temi e divulgarli alla collettività. Per tale opera trova il pieno sostegno di questa testata giornalistica che, in tempi lontani, ma non remoti, realizzò un’ampia inchiesta sulle barriere architettoniche. Quel dettagliato lavoro (ripreso dal mensile “Quarto Magazine” per il numero di giugno), con ampio dossier fotografico, fu protocollato (il 17 giugno 2013) presso il Municipio di via De Nicola, ma da quegli uffici non è arrivato alcuna reazione (scritta, orale o concreta), con gli ostacoli che sono tuttora presenti. Eppure più volte nelle campagne elettorali la loro eliminazione compariva nei programmi delle coalizioni, ma, poi, le soluzioni annunciate non sono mai state adottate. Ci auguriamo che ci sia un’inversione di tendenza e le parole non restino tali. Riconosciamo l’importanza del volontariato eseguito in varie forme da molte associazioni, ma la loro attività deve essere quel quid in più da aggiungere all’azione del Comune che può accedere ai fondi per risolvere determinati problemi. Il silenzio è inquietante, triste così come l’ignorare tale argomento e rendere complicata la relazione con gli uffici preposti. Anche la burocrazia è complessa, macchinosa. Sul miglioramento di quest’ultima punta la neonata sezione cittadina dell’AICAST rappresentata da Vincenzo Di Pinto che mira, inoltre, ad essere un riferimento in vari ambiti per i suoi associati e non solo. Ha già partecipato al Natale a “I Giardini del Mandorlo” dove vi erano anche i volontari della Casper Animation che regalano momenti di gioia, spensieratezza negli ospedali, nei centri per i minori a rischio o disagiati. “Presto inizieremo un progetto di consegna abbigliamento alle famiglie indigenti di Pozzuoli – rivela il presidente Daniele Maffettone – Siamo pronti a soddisfare nuove richieste di aiuto provenienti dalla gente”. Il popolo che deve partecipare attivamente alla rinascita sociale di Quarto sostenendo, nei limiti delle proprie possibilità, le associazioni sociali. Sta muovendo i primi passi “La Fenice” con il vice presidente Simone Fabbozzi che ha rimarcato la “necessità di creare una vera Protezione Civile” e di un reale “coordinamento tra i vari gruppi locali che sono tutti vogliosi di compiere opere buone per la collettività”. Ha ricordato la presenza di “molti volontari attivi che devono operare con una maggiore sinergia con le autorità” così da garantire un servizio ancora migliore. Tanti argomenti, spunti interessanti per i futuri amministratori che dovranno pensare realmente al “bene collettivo” e non fingere, come troppe volte, è accaduto.

 

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