RUSSO

L’arte presepiale di Gaetano Russo

Sappiamo che Natale è passato e quello venturo è lontano, ma quest’artista ha destato grande interesse ai lettori di “Quarto Magazine” (numero di dicembre 2015) e, quindi, abbiamo deciso di proporlo anche agli utenti del sito.

 

A volte i social network riservano delle sorprese.
Qualche giorno fa scorrendo distrattamente i vari post, alcune immagini hanno catturato la mia attenzione, presepi originali, bizzarri, ma allo stesso tempo spettacolari tanto da generare una serie lunghissima di commenti per scoprire l’identità dell’artista in questione. In realtà per me non era del tutto uno sconosciuto, si tratta di Gaetano Russo, il padre di un mio vecchio compagno di classe, Giuliano.
Subito mi balzano alla mente vecchi ricordi di un uomo dai modi gentili, timido e riservato, ma a quei tempi non sapevo che le sue mani nascondessero un talento straordinario che scoprirete insieme a me attraverso questa intervista e le foto che ho scattato nel suo laboratorio, ossia la sua casa.
Gaetano ha 66 anni, due figli, una moglie di nome Rita e una nipotina di cinque anni, Sabina, che per presenziare al nostro appuntamento ha marinato la scuola.

Signor Gaetano come e quando nasce la sua passione per l’arte presepiale?
Fin da giovane sono stato un appassionato di modellismo. Tutto però è iniziato con uno strano regalo. Avevo 19 anni quando un signore mi regalò un disegno che poi scoprì essere un progetto per costruire il modellino di una nave. La mia curiosità mi spinse a trovare i vari componenti di legno ed arrivai a Scaramuzza in via Arenaccia. Fu lì che esplose la mia passione, quel luogo smosse qualcosa dentro di me e per l’euforia comprai tanti piccoli pezzi di legno, più di quanti me ne servissero davvero. Realizzai il mio primo modellino navale e lo regalai a mia madre.
Poi sono passato a modellare il ferro, il legno, il tufo ed infine negli anni ’70 iniziai con i presepi. Ne feci uno per la mia famiglia, quello era molto grande e da allora non ho più smesso. Oggi ne creo di piccolissimi.

In effetti davanti ai miei occhi scorrono miniature spettacolari, vere opere d’arte.
Come sceglie questi oggetti particolari, prende spunto da qualcuno o qualcosa?
Ogni cosa che mi circonda, la mia ispirazione scaturisce dalla vita quotidiana e da ciò che mi capita.
La mia mente e le mie mani sono sempre al lavoro ed è così che nascono i presepi nel cucchiaio, nei timbrini, nelle conchiglie, nei gusci delle noci, in un orologio tascabile, nelle tazzine, nel tappo dello spumante. Mio figlio Giuliano che lavora in un ristorante, una sera mi ha portato il guscio di una granseola, anche questo è diventato un presepe.
Quanto tempo e cosa occorre per creare un presepe? Realizza tutto lei?
I tempi variano a seconda del progetto a cui mi dedico, a volte lavoro per un mese e più; per quanto riguarda la realizzazione faccio tutto con le mie mani dalla struttura ai presepi (tranne quelli per i presepi molto grandi). Spesso mi creo anche la base su cui poggiano. Lo stesso banchetto da lavoro è una mia invenzione.
Qual è la fase di realizzazione che preferisce?
Sicuramente mi dedico volentieri alla struttura “rocciosa” dei presepi e a dipingere le sfumature, soprattutto del cielo. Non amo molto invece la realizzazione dei pastori perché spesso sono talmente piccoli da essere un lavoro stressante e impegnativo per la mia vista.
C’è una creazione a cui è legato particolarmente?
Si, il presepe che ho realizzato per mia nipote Sabina. A vederlo nessuno penserebbe che la struttura l’ho realizzata partendo dalla confezione di un pezzo dell’aspirapolvere.
Questo per lei è un semplice hobby o riesce a trarne anche un guadagno?
Ho avuto delle richieste , ma la maggior parte dei miei lavori li regalo ad amici e parenti o li tengo per me. Il mio è un hobby che mi tiene compagnia e basta.

A questo punto Giuliano interviene e mi spiega che per Gaetano è difficile staccarsi dalle sue creature per il tempo, la fatica, le risorse e l’amore che dedica loro. Tutto questo non ha prezzo.
Oltre ai presepi, si dedica ad altro?
Come dicevo prima lavoro diversi materiali, modello il ferro, intaglio il legno e il sughero, dipingo.
Gaetano è un’artista versatile, dai mille talenti… La moglie Rita sempre al suo fianco mi dice che ha delle mani d’oro e che anche nella vita pratica è un uomo tutto fare che ripara ogni guasto e per questo è richiesto da tutti.
Lei porta avanti una tradizione partenopea secolare che però si scontra con l’irrefrenabile scomparsa dell’artigianato. C’è qualcuno cui pensa di tramandare la sua arte?
Quando era piccolo mio figlio Vincenzo mi aiutava, ma ben presto l’interesse è svanito. Oggi posso contare sull’aiuto della mia nipotina che mi guarda all’opera con stupore e mi dice “nonno sei un genio, un’artista nato”. Questa per me è la più grande ricompensa.
Adesso a cosa sta lavorando?
Ad un piccolo pianino napoletano. Ho già realizzato la struttura e il dipinto della finestrella di marechiaro, poi farò al suo interno un presepe e lo rifinirò con tutti i dettagli.

L’intervista è finita, ma continuo a fotografare i capolavori che ricoprono ogni angolo di casa Russo. Ogni oggetto, con la sua storia, suscita meraviglia e la consapevolezza che Gaetano ha un vero e proprio dono.

 

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