Isola ecologica Quarto, scarico? Prima no, poi si!

ESCLUSIVA RM. Da sempre i rifiuti sono un tema delicato per Quarto Flegreo. La percentuale della raccolta differenziata è in crescita, la collocazione dei bidoncini colorati in diversi punti del paese è un incentivo a rispettare le regole, ma, purtroppo, “falle” nel sistema ci sono sempre. Sovente sono rappresentate da cittadini incivili che depositano la spazzatura “fuori orario” o in posti non idonei, ma alcune volte è l’organizzazione che funziona male come emerso ascoltando quanto accaduto ad un residente che paga regolarmente la Tasi (anche nelle formule del passato).
Con la propria automobile, una mattina ha portato diversi mobili (smontati perfettamente) all’isola ecologica di via Lenza Lunga dove voleva conferirli per il corretto smaltimento. All’ingresso della struttura, una dipendente donna lo ha fermato e, dopo aver chiesto le generalità e verificato i documenti, ha detto che non poteva depositare nulla perché l’area è piena e non sta “accogliendo altro materiale”.
Avendo una vettura piena di tavole di legno, porte e cassetti da non poter tenere in casa e da non voler gettare in strada, in maniera molto educata l’uomo ha chiesto spiegazioni più precise, dettagliate, ma con tono arrogante la signora ha soltanto ripetuto che non poteva lasciare nulla.
Nel frattempo è arrivato un secondo cittadino con un’auto piena di mobili ed altri oggetti da “buttare”. Il copione s’è ripetuto con alcune variazioni. Al divieto annunciato dalla dipendente, l’uomo ha risposto “Signò, già è tanto che vengo qui a portare tutto. Se mo mi dite che non posso, secondo voi questa roba me la tengo in macchina?”. Disarmante la replica, sempre molto arrogante, della donna. “Problemi vostri”. Una frase che ha innervosito ulteriormente il residente che ha sbottato. “Allora sappiate che scarico tutto nella prima piazzola che trovo. Che i vigili mi dicessero qualcosa!!”. Proferite queste parole, scuro in volto, se ne è andato con il suo carico.
E’ sempre maggiore la delusione, lo sconcerto sul volto del primo ragazzo che, sottovoce, si è domandato: “Che fine faranno quegli oggetti? Quante persone avranno ricevuto la medesima risposta? Dopo un rifiuto quante avranno depositato tutto in strada? Perché dobbiamo pagare una tassa per poi ricevere un servizio parziale?”. Quesiti che lasciamo alla riflessione dei lettori e, soprattutto, ai membri dell’amministrazione comunale ed ai responsabili dell’ufficio ambiente cui riveliamo anche l’amara conclusione della vicenda.
Volendo essere civile, educato, il giovane ha iniziato a pensare a come smaltire correttamente gli oggetti. Si è ricordato di un amico che è un pubblico ufficiale. Lo ha telefonato per raccontargli tutto. Qualche ora dopo l’agente, nonché residente, s’è recato all’isola ecologica con il materiale e, dopo essersi qualificato, ha chiesto delucidazioni. Grande l’imbarazzo della donna che, poi, ha autorizzato lo scarico degli oggetti.
E’ lecito porsi un dubbio: perché ora è stato possibile e prima no?? Ai posteri l’ardua sentenza.
Un episodio che ricorda moltissimo quanto accaduto nel marzo 2014 al sottoscritto che, con alcuni amici volontari, avevano pulito il cortile della scuola “Lorenzo Milani” di via Kennedy. Giunti con la spazzatura (carte, cartoni, erbacce, materiale didattico) all’isola ecologica, questi stessi dipendenti non volevano far conferire nulla adducendo le più svariate e fantasiose motivazioni. Le prime educate rimostranze non servirono a nulla. Efficace fu l’intervento telefonico della Polizia Municipale.
Un noto proverbio dice “due indizi fanno una prova”. Ora spetta alle autorità competenti agire. Se vogliamo realmente una Quarto migliore, diversa, moderna, onesta, pulita, occorre impegnarsi seriamente, concretamente in ogni ambito della vita. Il tempo delle parole, delle promesse, delle buone intenzioni è finito. Siamo nel 2016 dopo Cristo, non nel medio evo o peggio ancora nella preistoria.





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