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L’ultimo saluto al signor Costa

Viviamo un presente in cui la violenza vuole dominare su tutto, ma Dio è il sommo bene e vince su tutti. E’ l’unico Salvatore dell’umanità”. La sua Misericordia tocchi il cuore dei due giovani che, la sera del 22 dicembre scorso, hanno investito il signor Fortunato Costa procurandogli danni tali da condurlo sino alla morte avvenuta il 3 gennaio scorso. Un decesso che ha privato la consorte, i figli, il nipote e gli amici “di un marito, un padre ed un uomo giusto, buono, tenace, dedito al lavoro, alla famiglia. Una persona semplice, riservata, alcune volte introversa, non avvezza ai pettegolezzi, di grande cultura e spessore morale, contraria all’ignoranza. Un gran bel signore che non meritava una fine tragica, imprevista, innaturale come questa”. La sua anima è ora nella “dimora eterna dove c’è solo gioia, niente dolore, lutto” come meritano tutti coloro che hanno “saputo essere buoni cristiani”, rispettosi dei principi, dei valori di questa religione. Nessuno scamperà alla giustizia divina, ma su questa terra c’è quella umana che invochiamo. Gli autori di quest’incidente devono redimersi, consegnarsi all’autorità giudiziaria. Tale atto non restituirà alla famiglia Fortunato che “credeva fermamente nella legge”, ma sarà un gesto importante, significativo. Questa mattina i fratelli, la moglie, i figli gli hanno dato l’ultimo saluto in una cerimonia semplice, toccante. Molto bello il ricordo della secondogenita Cristina che ha rievocato frangenti intimi, privati per descrivere la grandezza del genitore che li amava tantissimo, sapeva essergli vicini, sostenitore, consolatore. Tanti gli abbracci, le parole di affetto scambiate, ma mai troppe, sufficienti ad esplicitare il forte legame, rapporto con uno dei pilastri di questa famiglia. La sua anima veglierà sempre su di loro che, al fianco, hanno i parenti, gli amici, anche quelli con cui i figli condividono la passione per le moto. Ragazzi che “amano la strada, ma non la infangano” che “fanno battere i cuori dei cari”, ma “in sella hanno piena coscienza” e, soprattutto, “contestano fatti che non gli appartengono” tipo questo tragico, drammatico che deve far riflettere tutti.
Chi sa parli e dica cosa è successo in modo che l’anima di Fortunato possa riposare in pace e che la famiglia abbia giustizia. Chi non ha paura muore una sola volta, chi ha paura muore sempre e più volte. L’omertà non paga” sono le parole scritte sul proprio profilo face book da Angelo Tarantino che, con i suoi ragazzi, con la tradizionale professionalità ed umanità ha curato le esequie cui il sottoscritto ha partecipato in maniera silenziosa, educata, riguardosa, discreta. In questi frangenti i fatti vanno raccontati senza essere troppo invadenti, vivendoli con la giusta emotività. Le parole della figlia sono state molto belle, toccanti, profondi ed è emersa anche una grande forza. A lei, al fratello, alla mamma ed a tutti i parenti giungano le nostre più sentite sincere condoglianze di tutti noi.

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GIOVEDI’ 5 LA FAMIGLIA MI HA DATO QUESTO COMUNICATO

E’ impensabile che i colpevoli restino impuniti





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