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Prot. Civile, i volontari accettano la situazione

Sulla pagina face book “Volontari Protezione Civile Comune di Quarto” è stato inserito il seguente comunicato stampa (stranamente non recapitato tramite l’ufficio comunicazioni dell’ente di via De Nicola) che riportiamo fedelmente:
Premessa:
Da liberi cittadini abbiamo deciso di investire il nostro tempo libero a servizio di un nobile progetto quale il VOLONTARIATO, sottraendo energie al proprio lavoro ed alla famiglia. Assumendo l’incarico di Coordinatore ero preparato ad affrontare il passato, il presente ed il futuro di questa realtà urbana tra mille difficoltà. Non ero pronto invece, a gestire una gogna mediatica costruita ad hoc per colpire, forse, altri obiettivi. Ho sempre creduto in questo progetto dall’inizio anche sulla base di esperienze dure vissute all’estero, in ambiti operativi estremi che mi hanno sicuramente formato psicologicamente ed addestrato nella gestione di uomini e mezzi.
Tanto premesso, in qualità di Coordinatore del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Quarto, in nome e per conto di tutti i volontari appartenenti al suddetto gruppo, intendo rispondere ad una serie di specifiche accuse pubblicate di recente sui social e media locali. Il risultato di questa “comunicazione mirata” è un messaggio forte, preciso che travalica il principio di cronaca e colpisce duro ogni singolo volontario. Tutto ciò ha prodotto un gran polverone basato su accuse strumentalizzate atte a screditare l’operato del nostro servizio di protezione civile.
Il gruppo comunale volontari di protezione civile è finito sotto accusa per aver operato in assenza di necessaria copertura assicurativa. A tali accuse, tutto il gruppo comunale non ha intenzione di rimanere in silenzio ed inerme sotto il fuoco nemico di “denigratori seriali”. A voce alta difendiamo le ragioni del nostro operato messo in dubbio dalle accuse di irresponsabilità rivolte al Coordinatore ed all’Amministrazione comunale.
Da quanto è emerso dai social, oltre ad un attacco politico all’amministrazione comunale, si è voluto costruire un’immagine distorta dello scrivente piuttosto arrogante e presuntuosa ma, soprattutto, irresponsabile ed irrispettosa nei confronti dei singoli volontari del Gruppo. Da semplice esecutore di ordini, mi si accusa di aver coordinato attività di protezione civile mettendo in strada i volontari non coperti da necessaria assicurazione civile. Letto così non fa una piega e le critiche sono tutte legittime,…. se fatte in buona fede!
Essere “irresponsabili” significa gestire una situazione senza essere consapevoli o sottovalutare i potenziali rischi. Il rischio, per definizione, è la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alle loro combinazioni (art. 2 D. Lgs 81/08 e s.m.i). Il rischio, pertanto, può essere solo previsto e valutato per ridurlo al minimo. Il “rischio zero” non esiste in natura e/o in qualsiasi altra attività lavorativa!
Detto ciò, pur di garantire un servizio pubblico alla collettività, sulla base di disposizioni operative superiori e consapevoli della situazione di rischio, abbiamo deciso tutti di operare e svolgere il nostro “dovere di volontari comunali” quale servizio di pubblica necessità sia in emergenza sia in condizioni ordinarie quali solo la presenza per rappresentanza istituzionale in eventi particolari” (gara podistica, commemorazione dei defunti). “Ciò significa che, prima delle dovute attivazioni, è stato valutato, per competenza e responsabilità, il livello di rischio generale e specifico in funzione dell’evento da gestire. Per doverosa coerenza, in caso di grave emergenza, il nostro gruppo comunale non sarebbe mai stato attivato per oggettivi motivi che impediscono, all’oggi, un regolare funzionamento del servizio in condizioni di emergenza (attrezzature ed equipaggiamento al momento non sufficiente ed adeguato per tutti i volontari)”. Da questo passaggio si deduce che, ad oggi, l’operatività del gruppo è circoscritta ad azioni che non rientrano nei compiti di quest’entità nazionale.
Il servizio comunale di protezione civile, come precisato giorni fa dal Sindaco” (l’ultima dichiarazione ufficiale del primo cittadino risale al civico consesso di settembre quando fu approvato il nuovo regolamento che prevede, tra l’altro, l’assicurazione) “e dall’Assessore delegato, è stato volutamente ricostruito ed è facile intuire l’indiscutibile difficoltà nel risolvere ogni problematica con un colpo di bacchetta magica. Tutto necessita del giusto tempo tecnico! Nonostante ciò, coloro che si sono assunti la responsabilità di far funzionare comunque la Protezione Civile a Quarto (VOLONTARI) hanno deciso di mettersi in gioco e scendere in campo tra mille oggettive difficoltà. Probabilmente, chi denigra pubblicamente il nostro lavoro avrà certamente i suoi motivi e altri obiettivi che non appartengono assolutamente a questi uomini e donne della protezione civile. Quest’ultimi, hanno dimostrato con i fatti di non avere alcun timore nello svolgere il proprio servizio a favore della comunità anche senza le dovute coperture assicurative” (requisito fondamentale per l’iscrizione alla Regione). “Irresponsabili? Diciamo invece “senso del dovere e fede in un progetto” a tutti i costi! Se dipendesse solo da noi lo avremmo fatto anche per le popolazioni colpite dal recente sisma o in qualsiasi altra emergenza estrema che dovesse coinvolgere la nostra comunità. Forse, in questo caso, le stesse persone che ci accusano oggi avrebbero scritto di noi che eravamo degli Eroi o “Gli Angeli di Quarto”….
Pertanto, tutte le accuse rivolte allo scrivente ed al gruppo comunale di protezione civile, sono degne di rispetto ma restituite al mittente. Abbiamo subìto un attacco “basso” ma rispondiamo a testa alta consapevoli della nostra buona fede” (mai messa in dubbio) “e determinati contro chiunque abbia obiettivi di distruggere il nostro progetto di VOLONTARIATO!”
Una lunga lettera che si poteva tranquillamente sintetizzare con questa frase “I volontari della Protezione Civile Comunale accettano di operare senza la copertura assicurativa per il bene del paese” (ma volontariato si può fare anche in altri modi) che è un’espressione che va molto di moda a Quarto così come la parola legalità che, poi, non sempre è concretizzata nei fatti.
Meraviglia che a non adempiere al dettato di una legge (articolo 4 della legge quadro 266/91) sia un sindaco, una giunta con la complicità dei consiglieri comunali, della Polizia Municipale, del coordinatore (in passato militare) e dei volontari. Questi, dopo aver implicitamente accettato la situazione rispondendo presente alle attivazioni (per compiti anche ai limiti del consentito), lo hanno messo nero su bianco sottoscrivendo la missiva sopra riportata. Liberi di farlo, siamo in democrazia, non in un regime dittatoriale.
L’Italia è una Repubblica con una Costituzione con 139 articoli tra cui il 21 che definisce la libertà di espressione che riguarda tutti i cittadini, tra cui i giornalisti (specificando che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”) che riportano le notizie positive, belle, buone e quelle negative, brutte ecattive. Dal momento che, in qualità di coordinatore è diventato un “personaggio pubblico” e, quindi, in determinati casi, può essere oggetto di articoli (come già accaduto) è meglio che si abitui, ma soprattutto conosca ed approfondisca la materia e, poi, magari anche il modus operandi del sottoscritto che non improvvisa nulla, e gli argomenti trattati in questi anni anziché impiegare il tempo a stendere una lettera che non cambia l’errata condizione in essere (che, peraltro, lui ha svelato con i messaggi pubblici su facebook e l’assessore Alessi ha confermato a Quarto Canale Flegreo) e mandare simpatici messaggi provocatori su whatsup. Io devo avvisare soltanto il mio editore al quale rispondo del mio operato, non faccio battaglie a nessuno, conosco per quanto serve i miei avversari (mica siamo in guerra, svesta quella onorevole uniforme). Io informo la collettività rispettando la legge come dovrebbero fare tutti i buoni cittadini ed alcuni, per le cariche che rivestono, dovrebbero dare l’esempio, ma, purtroppo, a Quarto come altrove, non sempre accade.
Alcuni dovrebbero avere anche più personalità, autonomia intellettuale e non scrivere sospetti, dubbi che, già più volte, sono stati pronunciati da comuni conoscenze. Ormai farlo è diventato lo sport più amato da queste persone che, puntualmente, sono sconfitte dai fatti che supportano le parole che il sottoscritto scrive.
Dato che la lezione non è stata ancora memorizzata e meglio ripeterla: il sottoscritto non ha mai avuto/ha/avrà tessere di partiti ed associazioni politico culturali, non ha mai avuto/ha/avrà incarichi politici perché non mi piace il modo in cui è vissuto ad ogni latitudine. Inoltre, come ben sanno il coordinatore, il consigliere comunale Vincenzo Di Pinto ed il membro dell’ufficio comunicazione del sindaco Flavio Boldrini, non intendo assolutamente entrare nella Protezione Civile Comunale e, quando mi è stato proposto, ho rifiutato chiaramente. Oggi, probabilmente, queste persone non ricorderanno le mie parole, ma non fa nulla. Contano i fatti e questi nessuno li può confutare. Il bene del paese si può fare in molti modi, anche senza indossare una divisa, avere ruoli ufficiali, essere tesserato con associazioni e/o partiti. Si può, per esempio, cominciare dalle piccole cose tipo l’essere onesti, corretti, coerenti. Nella speranza di non dover più tornare su certi argomenti, auguro buon volontariato e tanta perfetta salute alla Protezione Civile Comunale

 

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TUTTO E’ COMINCIATO PER QUEST’ARTICOLO CHE E’ MOLTO CHIARO, PRECISO

La Protezione Civile comunale non è assicurata





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