funerale

Una celebrazione forte, straziante

Pozzuoli ha salutato le 36 vittime dell’incidente stradale avvenuto domenica notte in Irpinia. PalaTrincone di Monteruscello gremito sia sulle gradinate sia sul parquet dove si sono radunati circa 4mila persone tra parenti, amici, conoscenti dei defunti e liberi cittadini che hanno voluto testimoniare il loro affetto. “L’amministrazione vi sarà vicina così come la gente – ha sottolineato il sindaco Vincenzo FiglioliaPozzuoli ha vissuto tante tragedie, ma questa è una delle più grandi, ma sono sicuro che la supereremo. Ho visto grande compostezza nel dolore”. Moltissimi i volti tirati, tristi, provati. Qualcuno ha cercato di trattenere le lacrime, ma non tutti ci sono riusciti. Il dolore è fortissimo, difficile da consolare neppure con i numerosi abbracci e le pacche sulle spalle ricevute. Intorno alle salme ci sono i parenti più stretti (figli, consorti, sorelle, fratelli, nipoti) che abbracciano, accarezzano le bare con sopra una foto, i fiori, ma anche un palloncino ed una maglia ed una sciarpa del Napoli calcio. Intorno, a distanza, la grande marea umana che ha salutato con un grosso applauso l’elenco delle 36 vittime enunciato prima della Santa Messa presieduta dal Vescovo. “Davanti ad una tragedia come questa ogni parola sembra banale, formale, fuori luogo – ha detto monsignor Gennaro Pascarella – Per questo ci affidiamo a quella del Signore che è speranza, consolazione, luce. A lui consegniamo le anime di questi 36 esseri umani. Sulla croce Gesù s’è fatto carico di tutti i perché ed anche da oggi di quelli degli uomini e delle donne che hanno perso i loro cari. Gli siamo vicini oggi e lo saremo domani quando le luci dei riflettori si spegneranno su questa tragedia. Deve esserlo la popolazione, le istituzioni e la Magistratura che deve accertare l’esatta dinamica dell’incidente”.

L’inchiesta è ancora in corso e due sono le ipotesi al vaglio. Non importa tra quanto tempo, ma l’importanza è che la verità venga fuori per questi defunti che sono stati omaggiati anche dagli assessori puteolani Teresa Stellato, Alfonso Trincone, dal Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, dal Presidente del consiglio Gianni Letta, il Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il segretario del PD Guglielmo Epifani, il segretario cittadino del PD Mariano Amirante, l’esponente dei Verdi Francesco Borrelli, rappresentanti dei comuni di Bacoli e Monte di Procida. Erano in prima fila, alla sinistra dell’altare. Poco distanti dal breve sottopasso che è stato percorso dai feretri prima di essere collocati nei carri posizionati su via Miccoli. Alcuni sono stati portati a spalla da parenti ed amici, altri dagli addetti delle imprese. Tanti sono stati salutati dagli applausi. E’ stato il momento più straziante della celebrazione, quello in cui il distacco è diventato ancora più netto e qualcuno non ha retto, le lacrime sono scese a dirotto. Una signora ha avuto anche una crisi di panico ed è stata sorretta dagli operatori della Croce Rossa Italiana. Volontari come i numerosi altri di molteplici associazioni di Protezione Civile attivati dalla Regione (le sezioni di Quarto, Pozzuoli, Bacoli, Casoria de Le Aquile, la Protezione Civile Comunale di Quarto, la Fire Fox, la Falco, la Base Puma, La Folgore, La Gazzella, l’ANC di Pozzuoli). Al termine della giornata sul proprio profilo facebook, Altieri Ottorino (dirigente dello Sporting Club Flegreo, gestore del PalaTrincone) ha postato un bel messaggio. “E ora sei di nuovo solo, nel tuo assordante silenzio, con l’odore acre dei fiori e del sudore, ancora bagnato dalle tante lacrime versate. Sei il tempio dello sport e della musica per la nostra città, ma per un giorno sei stato il testimone silenzioso della tragedia che ha colpito la nostra comunità. Rimarrai simbolo di un giorno che nessuno dimentichera’, simbolo dei tanti amici che hanno perso i loro cari. Da domani ascolterai le grida di gioia dei tanti bimbi che giocano sul tuo campo. Grazie vecchio amico, grazie vecchio Palasport”.

L’ultimo funerale cui ho partecipato risale a gennaio scorso: era l’estremo alla nonna di un’amica. Un pizzico di commozione ci fu (pur non conoscendo la defunta), ma non quanto questa mattina. Non ho problemi ad ammettere che un paio di volte ho fatto molta fatica a trattenere le lacrime. Ero al PalaTrincone di Monteruscello come giornalista, ma soprattutto come volontario de Le Aquile Quarto. Per tutta la durata della celebrazione ero sul parquet, a pochi centimetri dalle bare ed il mio sguardo s’è spesso incrociato con quello dei parenti. Sono stati attimi bruttissimi perché leggevi nettamente il forte dolore che stavano provando, ma non sapevi cosa dire. In più il nostro compito era di non far accalcare troppa gente vicino ai feretri e, quindi, ero costretto a chiedere, gentilmente, ad alcuni di allontanarsi. C’è chi lo ha fatto e chi no e si meravigliava quasi della mia richiesta essendo loro parenti delle vittime, ma non troppo prossimi. Scene che avevo visto spesso in tv, ma viverle in prima persona, live è stato duro. Mi sono fatto coraggio guardando i miei colleghi e amici e pensando all’utilità della nostra missione. Questa mattina sono stato utile alla collettività, la nostra presenza era fondamentale (molti volontari hanno distribuito centinaia di bottigline d’acqua per combattere la calura). E’ stato moralmente duro, ora mi lamento, ma sono sicuro che se tra 48 ore, l’associazione fosse attivata per un altro evento simile sarei insieme al gruppo.

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti