Sono queste le gioie che fanno piacere

Era un pomeriggio di fine novembre come numerosi altri. Ero a casa di una zia a fare delle commissioni quando squilla il telefonino. Il numero non è memorizzato nella rubrica, ma rispondo sempre come faccio in questi casi. La voce è subito molto familiare: è il maestro Luigi D’Oriano che mi annuncia che sta organizzando una festa per celebrare i suoi 40 anni di taekwondo. Una serata da svolgersi a ridosso del Natale così da potersi scambiare anche gli auguri. Un evento a cui sta invitando i suoi atleti di oggi, ma soprattutto quelli di ieri. E sono tanti coloro che sono passati per la Palestra Olimpica di Monteruscello (in via Svevo). Ad alcuni di questi vuole dare un piccolo riconoscimento per il contributo dato alla crescita di questa struttura. Sta stilando la lista e redigendo le specifiche motivazioni. Ha pensato di inserire anche me tra i “premiati” per la visibilità garantita con i miei articoli (tra il quotidiano “Napolipiù” ed il quindicinale “Pozzuoli Magazine”). Una rivelazione che mi riempie di gioia e lo ringrazio sinceramente, vivamente promettendo di esserci assolutamente anche non sapendo ancora la data precisa. Impossibile non accettare l’invito di un uomo che, non vedo e sento, da diversi mesi, ma si è ricordato di me, di un ragazzo che ha fatto tutto quello che poteva per divulgare gli aspetti agonistici e sociali della Palestra Olimpica che è una “fucina di talenti e giovani promesse”, ma soprattutto un luogo di aggregazione, socializzazione dove si dialoga, discute dell’arte marziale (forme, combattimenti, tecniche), dello sport, della scuola, della politica, della cronaca. Un punto di riferimento per un quartiere particolare dove i problemi sono tanti. Lui non può risolverli, ma almeno invoglia molti a non percorrere cattive strade. Una filosofia che il maestro ha, sempre, ribadito in tutti i nostri incontri. Nel periodo tra il 2006 ed il 2011 erano frequenti perché i successi e le iniziative organizzate dalla sua associazione erano numerose, poi c’è stato un naturale ricambio generazionale nei tesserati e, quindi, una fase di crescita. In questo frangente le chiacchierate sono calate decisamente, ma mai la stima. E la sua telefonata di novembre ne è la piena dimostrazione così come le parole che ha pronunciato durante la cerimonia. “Ha seguito con entusiasmo, attenzione, passione la nostra attività facendo un’informazione precisa, seria, imparziale, puntuale. Non tutti i giornalisti sono così. E’ giovane, ma con grandi capacità e molto attivo”. L’emozione è stata tanta. Non ho pianto, ma non mi sembrava vero. Tra un giurista e numerosi esponenti delle forze dell’ordine c’ero anche io che, da 10 anni, con impegno, spirito di sacrificio, abnegazione, determinazione esercito questa professione bella, affascinante, ma difficile perché nessuno ti regala niente e non tutti i colleghi sono veri amici, anzi. Nonostante ciò, le critiche e le accuse ingiuste ricevute (tal volta mosse senza la piena competenza, padronanza della materia giornalistica), sono sempre andato avanti e continuerò a farlo convinto della bontà dei miei progetti lavorativi, sapendo di poter contare su poche, ma fidate persone e, sicuro che, in questo modo, vivrò altre serate piacevoli come quella datata sabato 20 dicembre 2014

 

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