L’esperienza unica della maternità

Domani è la festa della mamma, la ricorrenza civile nata per commemorare la figura della madre, della maternità e la sua influenza sociale sulla società. Diffusa in tutto il mondo, non cade però ovunque nello stesso giorno. In molti Stati è a marzo, in altri (tipo Italia, Stati Uniti, e Giappone), la seconda domenica di maggio. Nel nostro paese, la prima volta fu celebrata il 24 dicembre 1933 per volontà del governo fascista che premiò le madri più prolifiche.
Il 18 dicembre 1958 alcuni senatori presentarono un disegno di legge teso all’istituzione di questa ricorrenza. Seguì un lungo dibattito in aula dato che alcuni loro ritenevano inopportuno che sentimenti così intimi fossero oggetto di norma di legge e temevano che la celebrazione potesse risolversi in una fiera di vanità. La festa comunque prese ugualmente campo in tutto lo stivale diventando una tradizione imprescindibile. In quest’occasione i bambini regalano alle loro madri disegni o altri lavoretti che hanno realizzato a scuola.

Risonanze Mediatiche vi accompagna verso quest’appuntamento raccontandovi la storia di Rosita (tratta dal numero di settembre del mensile Quarto Magazine).

 

Diventare madre è un’esperienza unica nella vita, che inevitabilmente influenza molti aspetti, quali, quello della vita individuale, di coppia, della famiglia allargata e sociale.
Non sempre però è facile esaudire il proprio desiderio di essere madre; ci possono essere complicazioni fisiche o soprattutto l’età spesso avanzata delle mamme può diminuire le probabilità di rimanere incinta.
Oggi le coppie si sposano o creano una famiglia dopo i trenta anni e se pensiamo che dopo i 20 anni la fertilità della donna comincia a diminuire, possiamo immaginare come a volte sia difficile diventare madre.
Sono tante le storie di donne che affrontano mille problemi e insidie per esaudire il proprio desiderio di maternità. Noi di Quarto Magazine abbiamo incontrato Rosita De Vivo che ha voluto condividere con noi la sua storia. Una storia che dopo tanti dolori ha portato alla nascita di quella che per questa madre è la principessa del suo cuore: Maria Francesca.
Rosita, conosciuta nel nostro paese come tutta la sua famiglia per le leccornie che vendono sulle loro bancarelle durante i giorni di festa, si è sposata con Costantino nel 2013 e come tutti gli innamorati avrebbero voluto coronare il loro sogno d’amore con la nascita di un figlio.
Ma Rosita già prossima ai 40 anni e con alcuni problemi di salute, ha scoperto subito che ci sarebbero state molte difficoltà per il concepimento.
A Napoli è diffuso il cosiddetto culto della Sedia della fertilità o Sedia Santa o, ancora, Sedia della fecondità. Si tratta di una sedia presente nel piccolo museo dedicato a S.Maria Francesca, struttura situata nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. Molte donne con problemi di fertilità si sono affidate fiduciose alla Santa sedendosi su questa sedia.
Dalla cappella laterale della Chiesa di S. Maria Francesca (vissuta a Napoli nel ‘700) sì accede alle scale e quindi alla casa della Santa. L’attenzione del visitatore è subito colpita dalle centinaia e centinaia di ex-voto, di nastri rosa e azzurri che adornano la parete del primo ambiente della casa, corredati spesso da foto dolcissime e vivaci di neonati; sono i segni della gratitudine delle donne devote alla Santa per aver ricevuto il “miracolo” della fecondità, un miracolo divino del quale la santa è mediatrice, in quanto intercede presso Dio, secondo la dottrina cattolica.
Si entra quindi in un altro ambiente, ove l’attenzione è catturata dalla “Sedia”, la famosa Sedia dove le donne siedono per pregare e ricevere la benedizione di una suora di S. Maria Francesca, dopo essere state toccate alla testa, sul volto ed al cuore con un crocifisso dalla ornamentazione barocca.
Dopo il primo aborto Rosita, avendo sentito palare di questa credenza, decise di provare e di mettere alla prova la sua già profonda fede cristiana.
È stata ben tre volte su quella sedia. La prima volta l’emozione è stata troppo forte tanto da farla piangere dinanzi alla mamma e all’amica che la accompagnavano.
Rosita ha subito altri due aborti nel tempo e a novembre dell’anno scorso è tornata sulla fatidica sedia. Subito ha sentito un’inspiegabile calore dentro, una forza che le ha fatto pensare che forse era arrivato quel tanto atteso miracolo. Dopo una settimana ha scoperto di essere incinta.
Questa volta la futura mamma ha deciso di combattere con tutte le sue forze per portare avanti la gravidanze e dopo nove mesi il 29 luglio scorso è nata Maria Francesca, che in onore della Santa porta il suo nome che si festeggia il 6 ottobre. Una bellissima bambina di quasi 3 kili, resa ancor più speciale dal fatto che avesse già un dentino.
Tutti erano sorpresi, anche i dottori, visto che si tratta di un caso raro che capita ad un neonato su 30.000. Le cause di questa anomalia non sono ben chiare, per quanto riguarda Maria Francesca si pensa che siano state le continue cure di calcio e ferro a cui si è sottoposta la madre o forse un’eredità genetica visto che anche nella famiglia di Costantino era già capitato.
I neo genitori sono al settimo cielo, così come tutta la famiglia che considera la bimba una vera Principessa. L’amore per Maria Francesca è immenso e noi le auguriamo una vita da… regina.

 

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